Mondolfo riabbraccia Gino Signoracci: solenni esequie per il soldato tornato in Patria dopo 80 anni

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MONDOLFO – Il Comando Militare Esercito “Marche” ha organizzato, in un clima di profonda commozione, solennità e partecipe rispetto, la cerimonia per il rientro in Patria delle spoglie di Gino Signoracci, il sergente mondolfese caduto il 18 maggio 1945 nel campo di prigionia nazista di Groß Fullen, in Germania.

Dopo oltre ottant’anni dal tragico epilogo e al termine di un tenace e lungo percorso di ricerca condotto dalla sua famiglia, i resti mortali del militare dell’Esercito hanno raggiunto la comunità di Mondolfo ed ora riposano nel cimitero comunale, accanto alla moglie e ai genitori, ricongiungendosi così all’abbraccio della sua terra e dei suoi cari.

L’attività di rientro è stata autorizzata e coordinata dal Ministero della Difesa, dall’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa.

Alla cerimonia hanno preso parte i familiari del Caduto, rappresentanti del Comando Militare Esercito Marche, il Sindaco Alice Andreoni insieme ad alcuni membri dell’Amministrazione comunale, il parroco Don Luca Principi, le Associazioni d’Arma, le forze dell’ordine locali e i cittadini desiderosi di rendere omaggio al proprio concittadino.

«Dopo oltre ottant’anni di attesa, la nostra comunità riabbraccia Gino Signoracci – dichiara il Sindaco Alice Andreoni. Rendere omaggio al suo rientro significa dare il giusto valore alla tenacia della sua famiglia, che con amore non ha mai smesso di cercarlo e riaffermare l’importanza della memoria storica come pilastro della nostra identità e della pace. Mondolfo custodirà il suo ricordo con rispetto, affetto e immensa gratitudine».

“Il sergente Gino Signoracci è finalmente tornato a casa – ha dichiarato il Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli capo dell’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa- Il Ministero della Difesa ha autorizzato e coordinato questo viaggio di rientro per riportare le sue spoglie nella città d’origine affinché riposino nel cimitero comunale accanto a quelle della moglie e dei genitori. Un atto di giustizia umana e storica che ricongiunge un figlio alla sua terra e al calore dei suoi cari. Un risultato ottenuto anche grazie alla straordinaria tenacia del nipote Sandro Genovese che, nel 2006, con il placet della madre Luciana Signoracci (figlia del Caduto) venuta a mancare cinque giorni or sono, ed il sostegno dei fratelli Giovanni e Gino e della cugina Simona Signoracci, ha intrapreso questo lungo e faticoso cammino della memoria. Il ricordo non è un esercizio nostalgico o sterile; è il vaccino contro l’oblio, è il custode dei nostri valori democratici, è il modo attraverso cui onoriamo il prezzo altissimo pagato da intere generazioni affinché noi oggi potessimo vivere in una Nazione libera e unita.  Mondolfo custodirà d’ora in poi il ricordo del sergente Gino Signoracci con rispetto e immensa gratitudine”.

Quello conclusosi a Mondolfo è stato un lungo viaggio della memoria iniziato nel 2006, quando il nipote Sandro Genovese avviò le ricerche inoltrando i primi moduli in lingua tedesca alla Croce Rossa Internazionale di Ginevra; due anni dopo il primo responso da parte del Ministero della Difesa sul decesso del nonno nel lager di Groß Fullen nel 1945, ma ancora nulla sul luogo di sepoltura. La svolta si è avuta tra il 2018 e il 2019 grazie alla banca dati del sito “I dimenticati di Stato” curato da Roberto Zamboni, che ha permesso di individuare la tomba presso il Cimitero Militare Italiano d’Onore di Amburgo, consentendo l’avvio dell’iter burocratico culminato oggi con il definitivo ritorno a casa.

Nel corso della cerimonia i nipoti di Gino Signoracci sono intervenuti raccontando con commozione della visita sulla tomba del nonno ad Amburgo, leggendo una lettera inviata dal nonno alla moglie Ida Ferri, e condividendo pensieri e ricordi personali.

La famiglia di Gino Signoracci, con profonda riconoscenza, ringrazia il Comando Militare Esercito Marche per le pregevoli attività messe in atto nella gestione del rientro delle spoglie mortali del proprio Congiunto e per la professionalità e vicinanza umana dimostrata dai diretti interlocutori della famiglia negli ultimi mesi di organizzazione della commemorazione.

La famiglia del Caduto rivolge un sentito e commosso ringraziamento al Sindaco Alice Andreoni per la sensibilità e vicinanza dimostrate sin dal primo contatto avvenuto ad inizio di quest’ anno, seguita da un’ intensa attività di supporto affinché l’ accoglienza della comunità di Mondolfo fosse calorosa.

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