M5S Fano: “Spesi altri 40mila euro nel vano tentativo di riprendere Marotta”

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FANO – “Dopo aver assistito alle tragedie greche durante l’approvazione del bilancio in consiglio comunale, volte a giustificare per esempio i pesanti tagli ai servizi sociali o il vertiginoso aumento dei proventi delle multe, ci si sarebbe aspettati che l’Amministrazione selezionasse con oculatezza ogni sua singola spesa, visto che si è andati ad incidere nella carne viva delle fasce più fragili della popolazione.
Non è andata così. Abbiamo scovato una determina, risalente allo scorso febbraio, con cui si affida a due professori universitari il ricorso davanti al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR delle Marche che stabiliva l’assoluta legittimità del referendum consultivo in seguito al quale Marotta di Fano è confluita nel Comune di Mondolfo. Il compenso previsto per i due professionisti raggiunge i 40.000 euro, e già ad una prima valutazione approssimativa ci viene da pensare che questa somma si sarebbe potuta destinare più utilmente per far fronte a problematiche leggermente più urgenti. Ma solo riavvolgendo il nastro di tutta la vicenda si comprende appieno l’assurdità dell’accanimento dimostrato dal Comune di Fano nel volersi riprendere a tutti i costi Marotta.
Nel 2013, la Regione indisse la consultazione per decidere una volta per tutte se riunire la “Berlino dell’Adriatico” nel territorio comunale di Mondolfo, chiamando a partecipare solo i cittadini residenti nell’area interessata dal distacco, cioè Marotta di Fano. In seguito ad un primo ricorso al TAR, si decise un ampliamento dell’elettorato, coinvolgendo anche i residenti di Ponte Sasso, Torrette e Marotta di Mondolfo. Dopo questa modifica, il TAR non trovò più nulla da obiettare. Il referendum si tenne il 9 marzo 2014 e si concluse con esito favorevole non solo considerando il risultato complessivo, ma anche e soprattutto la porzione di territorio interessata dall’ipotesi di distacco.
I risultati della consultazione avrebbero dovuto mettere definitivamente l’anima in pace ai politici contrari alla secessione. Invece, nel luglio 2014, il consiglio comunale di Fano approvò, con il solo nostro voto contrario, due mozioni per impegnare la Giunta ad adire ulteriormente le vie giudiziarie e tentare di riprendersi Marotta contro la volontà popolare. L’impugnazione davanti al TAR della legge regionale che sanciva il distacco, nonostante si sia avvalsa del contributo del professor D’Atena per una somma di 10.000 euro, si è risolta in senso sfavorevole per il Comune di Fano: i giudici hanno infatti stabilito, con solide argomentazioni, che l’individuazione della popolazione interessata al referendum è avvenuta con forme e modalità del tutto legittime, anche dal punto di vista costituzionale, tenendo conto della peculiare posizione geografica di Marotta e della distribuzione dei servizi sul territorio.
Ma per l’Amministrazione fanese tutto questo non è ancora sufficiente: per questo ha stanziato ulteriori 40.000 euro per impugnare la sentenza del TAR davanti al Consiglio di Stato, avvalendosi ancora una volta della collaborazione del professor D’Atena, nonostante gli esiti negativi del suo contributo in primo grado, insieme a quella della professoressa Sandulli.
Per il Movimento 5 Stelle la sovranità popolare rappresenta ancora un valore imprescindibile, soprattutto se esercitata in forma diretta, come avviene con lo strumento referendario. L’ostinazione della politica nel voler perseguire un obiettivo evidentemente contrario alla volontà dei cittadini dovrebbe avere il buon gusto di venire meno di fronte agli esborsi non trascurabili che questo comporta, soprattutto in un momento di profonda difficoltà per molte famiglie, ulteriormente penalizzate dalle politiche di bilancio della giunta Seri”.

Lista Civica MOVIMENTO CINQUE STELLE FANO – movimento5stelle.it
Hadar Omiccioli, Marta Ruggeri, Roberta Ansuini

9 COMMENTS

  1. non era meglio usarli per sistemare per il nostro ospedale, onde evitare che ne vengano sprecati altri per quello nuovo che farà contenti Ricci & co??

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