La Rocca Malatestiana alla Fondazione Teatro della Fortuna: tre luoghi, un progetto culturale per Fano

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FANO – Teatro della Fortuna, Corte Malatestiana e Rocca Malatestiana entrano in un unico progetto di gestione e programmazione culturale. Per scelta dell’amministrazione comunale, la gestione della Rocca passa alla Fondazione Teatro della Fortuna, con l’obiettivo di coordinare le proposte, valorizzare le caratteristiche di ciascun luogo e raggiungere pubblici diversi. Il tutto con un risparmio per le casse comunali di 40mila euro l’anno.

La presentazione è stata anche l’occasione per il presidente della Fondazione, Stefano Mirisola, di annunciare risultati importanti: 1.523 abbonati alla stagione di prosa 2026-2027, 207 in più rispetto all’anno scorso, un utile di 77mila euro per il Teatro della Fortuna e di 10mila euro per la stagione alla Corte Malatestiana.

Il progetto, che avrà durata quinquennale, è stato illustrato questa mattina insieme agli indirizzi culturali e organizzativi della nuova gestione. Alla conferenza stampa erano presenti, tra gli altri, anche Claudio Giardini e Michele Brocchini, componenti del consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro della Fortuna.

«La cultura è centrale nella nostra idea di sviluppo della città – afferma il sindaco Luca Serfilippi –. Dopo il rilancio della Corte Malatestiana, il Teatro della Fortuna gestirà anche la Rocca, per costruire una proposta più ricca, coordinata e forte, capace di coinvolgere i fanesi e attrarre visitatori. Finora i tre luoghi avevano programmazioni separate. Con questo modello proporremo un cartellone unico, che sarà un motore dello sviluppo culturale e un sostegno concreto alle attività del centro storico. Continuiamo il nostro percorso per rendere viva la città: dopo aver salvato il Teatro della Fortuna, dimostriamo con i fatti di saper rilanciare una Fondazione sempre più centrale per Fano. L’amministrazione manterrà un ruolo di indirizzo, con l’Assessorato alla Cultura in cabina di regia».

«Le presenze al Teatro e alla Corte continuano a crescere – spiega il presidente Mirisola –. Il passaggio a quattro giornate di replica per la prosa è stato premiato dal pubblico, e anche i conti confermano che la strada è quella giusta. Sono numeri che premiano il lavoro di squadra del consiglio di amministrazione, dello staff e di tutti i collaboratori, e la fiducia che l’amministrazione comunale ha riposto nella Fondazione. Accogliamo la Rocca con entusiasmo e con senso di responsabilità. Porteremo anche lì lo stesso metodo di gestione, attento alle risorse e alla qualità delle proposte, mettendo a disposizione le competenze tecniche, organizzative e artistiche che abbiamo costruito in questi anni. L’obiettivo è fare della Rocca un luogo vivo tutto l’anno, aperto a linguaggi nuovi e a un pubblico più giovane, senza perdere il legame con la sua storia. Il pubblico ha dimostrato di rispondere quando l’offerta è di qualità: ora vogliamo allargare questa partecipazione a tutta la città».

L’assessore alla Cultura Lucia Tarsi sottolinea il significato della scelta: «Non si tratta soltanto di un ampliamento degli spazi o di una modifica logistica, ma di un vero cambio di paradigma nella proposta culturale della città. Nel periodo estivo la Rocca e la Corte possono diventare due palcoscenici complementari, con programmi integrati per pubblici diversi e una visione comune. La Corte è la collocazione naturale per la lirica, la musica sinfonica e la prosa. La Rocca può sviluppare una vocazione più contemporanea, ospitando proposte pop, incontri con divulgatori della psicologia, della scienza e della filosofia e, soprattutto, giovani artisti e performer. La collaborazione tra Fondazione e Assessorato sarà centrale nella progettazione artistica e nel monitoraggio economico, e il nuovo statuto, modificato nei mesi scorsi e recentemente approvato dalla Prefettura, rafforza questa sinergia».

Il modello integrato permetterà di condividere professionalità, servizi tecnici, strutture amministrative e comunicazione. Proprio grazie a queste economie, dal 2027 il contributo comunale per le attività culturali della Rocca sarà di 15.000 euro annui, contro i 55.000 del modello precedente. Sono inoltre previste verifiche annuali sui risultati culturali e sulla sostenibilità economica.

«Fare rete tra istituzioni e luoghi della cultura significa creare nuove opportunità per tutta la comunità – commenta il presidente della Fondazione Carifano, Giorgio Gragnola –. Dopo aver dedicato energie e impegno al salvataggio del Teatro, oggi sosteniamo un progetto che valorizza il patrimonio di Fano e apre nuovi spazi alla partecipazione dei giovani».

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