PESARO – «Quando ho letto che tra i collegamenti emersi nell’inchiesta sulla ricostruzione post-sisma compare anche il nome della cosca Crea di Rizziconi, il mio pensiero è andato immediatamente a Pesaro, a quel Natale del 2018 in cui Marcello Bruzzese venne assassinato sotto casa nel centro della città. Non possiamo dimenticare quella tragedia e oggi ci ricorda che le infiltrazioni mafiose nei cantieri post sisma non riguardano solo mazzette e cemento, ma vere bande criminali che vengono nei cantieri delle Marche, togliendo pure lavoro alle nostre imprese».
Sono le parole della Consigliera regionale Micaela Vitri, che interviene sull’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona relativa alle presunte infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti per la ricostruzione nelle Marche.
«Questa vicenda mi colpisce profondamente, come cittadina della provincia di Pesaro e Urbino e come rappresentante dell’istituzione regionale. Non stiamo parlando soltanto di presunte tangenti, fatture false e affari sul cemento. Il riferimento alla cosca Crea, già emerso nella vicenda giudiziaria dell’omicidio Bruzzese, richiama una delle pagine più drammatiche vissute dalla nostra comunità e non può lasciarci indifferenti. Le intercettazioni di dipendenti dei cantieri rivelano che andavano al lavoro con le armi ed erano pronti anche ad usarle. Particolarmente delicata è la questione dei subappalti: l’articolo 127, comma 5, del Testo unico della ricostruzione privata, modificato dall’Ordinanza commissariale n. 203 dell’11 settembre 2024, vieta espressamente il subappalto a cascata. Il successivo comma 6 impone, inoltre, la comunicazione delle imprese subappaltatrici agli Uffici speciali per la ricostruzione.
Chiedo quindi al Commissario straordinario Guido Castelli e al Presidente della Regione Francesco Acquaroli, nella sua qualità di Vicecommissario, di chiarire quali verifiche siano state effettuate sul rispetto di queste disposizioni, quali criticità siano emerse e se siano previsti ulteriori controlli sulle imprese affidatarie e sulla loro capacità di gestire contemporaneamente più cantieri.
Parliamo di risorse destinate a famiglie e comunità che hanno già sofferto le conseguenze del terremoto. È indispensabile garantire che ogni euro sia utilizzato per ricostruire, senza lasciare spazio a interessi criminali.
La legalità – conclude Vitri – non può essere affidata soltanto alle indagini della magistratura: deve essere garantita anche attraverso una prevenzione efficace e controlli costanti. Su questo le istituzioni hanno il dovere di dare risposte concrete».



