MARCHE – «Il coinvolgimento dell’ex capo di gabinetto di Acquaroli impone risposte anche a livello nazionale. La ricostruzione è una responsabilità dello Stato e il Parlamento ha il diritto di sapere quali controlli siano stati esercitati. Per questo ho presentato alla Camera la richiesta di un’informativa urgente della Presidenza del Consiglio sulla gravissima inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Ancona che sta investendo la ricostruzione post sisma nelle Marche. Non possiamo permettere che su una vicenda di questa portata cali il silenzio delle istituzioni nazionali, mentre migliaia di famiglie attendono ancora di tornare a una vita normale».
Lo dichiara Giorgio Fede, deputato e coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle nelle Marche, intervenuto oggi a Montecitorio per sollecitare chiarimenti da parte del Governo.
«Otto arresti, 51 indagati e sequestri per oltre 57 milioni di euro. Sono numeri impressionanti, che delineano un quadro investigativo estremamente preoccupante, nel quale emergono ipotesi di corruzione, truffe e infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti e nei finanziamenti pubblici. Stiamo parlando di risorse destinate alla ricostruzione di territori devastati dal terremoto del 2016, di soldi che dovrebbero servire esclusivamente a restituire case, servizi e prospettive alle nostre comunità. Tra gli arrestati figurano Fabio Pistarelli, storico esponente della destra marchigiana ed ex capo di gabinetto del presidente Francesco Acquaroli, ed Enrico Crucianelli, presidente di Ance Macerata. Non parliamo di figure marginali, ma di persone che hanno ricoperto incarichi di grande rilievo nelle istituzioni e nel sistema economico regionale. In particolare, Pistarelli è stato per anni uno dei collaboratori di più stretta fiducia del governatore. È quindi indispensabile chiarire quali funzioni abbia esercitato, quali rapporti istituzionali abbia intrattenuto e quali strumenti di controllo siano stati adottati».
Fede richiama quindi la responsabilità istituzionale del presidente della Regione Marche.
«C’è un elemento che rende questa vicenda di evidente rilevanza nazionale. Francesco Acquaroli non è soltanto il presidente della Regione Marche, ma anche il vicecommissario straordinario per la ricostruzione post sisma. Un ruolo di primo piano in una struttura che fa capo al Presidente del Consiglio e che opera nell’ambito delle responsabilità del Governo. Lo stesso Acquaroli è stato più volte indicato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni come esempio positivo dell’azione amministrativa del centrodestra. Oggi, però, di fronte alla gravità di quanto sta emergendo, servono spiegazioni puntuali e verificabili. Naturalmente – sottolinea Fede – la presunzione di innocenza deve valere per tutti e spetterà alla magistratura accertare le eventuali responsabilità penali. Ma questo non può diventare un alibi per rinviare ogni chiarimento politico e istituzionale. Il Governo deve riferire al Parlamento sui sistemi di vigilanza, sulle verifiche antimafia, sulle procedure di affidamento e sulle garanzie predisposte per impedire che le risorse della ricostruzione possano essere distolte dalle loro finalità».



