Inchiesta “Ricostruzione”, interrogazione di Cesetti (PD): «Acquaroli è ancora nelle condizioni di guidare la Regione?»

0
27

«Il Presidente della Regione Marche ha ancora la capacità e l’autorevolezza politico-istituzionale per esercitare i poteri, i doveri e le responsabilità di direzione che la Costituzione e lo Statuto gli attribuiscono?». È questo il perno dell’interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, all’indomani degli sviluppi della maxi-inchiesta “Ricostruzione” della Dda e della Guardia di Finanza che vede coinvolto l’ormai ex Capo di Gabinetto del Governatore. «Sarà compito della magistratura – dichiara Cesetti – accertare e perseguire le responsabilità penali. A noi spetta la valutazione e il giudizio politico e istituzionale dei fatti che stanno via via emergendo. E lo dobbiamo fare in fretta, senza rifugiarci nel dire che l’inchiesta farà il suo corso: ne va della credibilità dell’istituzione Regione che tutti insieme abbiamo l’onore di rappresentare».

Il documento depositato dall’esponente dem punta i riflettori sul quadro normativo (art. 121 Costituzione, articolo 26 dello Statuto regionale e legge regionale 18/2021) per evidenziare il cortocircuito politico-amministrativo: l’ex Capo di Gabinetto, operando a diretta collaborazione del Governatore, avrebbe promosso riunioni e condotto ripetute pressioni su vertici regionali e sanitari per condizionare appalti e gare pubbliche. Il tutto fino alle dimissioni a fine 2025, arrivate peraltro dopo che il Presidente gli aveva riconfermato la fiducia con un secondo mandato nel mese di novembre. «Se il Governatore non ha avuto contezza di quanto accadeva da anni a pochissimi metri dalla sua stanza – incalza Cesetti – significa che è mancata del tutto la capacità di vigilanza e di direzione politica della Giunta e della macchina amministrativa». Un passaggio centrale dell’atto riguarda le immediate ricadute sui territori colpiti dal sisma. Per Cesetti è indispensabile capire subito cosa intenda fare l’esecutivo regionale per garantire che i cantieri non subiscano uno stallo, anche a causa di una struttura commissariale, ormai delegittimata e che ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza: «Questa Regione deve affrontare la grande questione della ricostruzione, che deve andare avanti. Dobbiamo assicurare che i lavori non si fermino e che vengano pienamente tutelati i diritti dei lavoratori e delle comunità colpite, che non possono pagare il prezzo della cupidigia di uomini privi di senso delle istituzioni, alcuni dei quali hanno agito pure in modo illegale e con disonore».

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here