Il Vescovo Trasarti incontra gli operatori sociali ed economici della Diocesi

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FANO – E’ giunto al quarto anno consecutivo l’incontro rivolto a tutti gli operatori sociali ed economici, che ha come filo conduttore “l’impegno nel presente, lo sguardo sul futuro”, cioè trovare soluzioni condivise e creative per “lenire” i problemi dell’immediato e rispondere a un “dovere di solidarietà” verso coloro che si trovano in difficoltà ora; e contemporaneamente ridestare speranze per il futuro, immaginare strategie per il lungo periodo, cambiare i paradigmi di sviluppo dell’attuale società per assumerci coerenti responsabilità verso le future generazioni.
Quest’anno verrà affrontato il tema delle connessioni tra economia e comunità solidali, ossia l’importanza di coniugare i processi economici con le attività sociali delle nostre comunità. L’incontro si terrà sabato mattina, 18 giugno, alle 9,30 al Centro Pastorale Diocesano.
Non c’è dubbio che tenere separate le questioni economiche (lo sviluppo, l’innovazione tecnologica, il lavoro, i redditi e i consumi, la finanza) dai principi sociali (la solidarietà, il bene comune, la giustizia, l’equità) abbia sempre meno senso in una società le cui connessioni si sono moltiplicate e velocizzate a livello di spazio, di tempo, e di luoghi.
Se questa affermazione può essere accettata a livello concettuale, nella pratica non riusciamo ancora a realizzarla, chiusi come siamo in rigidi compartimenti stagni. Serve quindi cambiare strategia, e ancor di più cambiare le strutture di questa società e la mentalità degli uomini che queste strutture hanno creato.
Per fare tutto ciò è assolutamente necessaria la collaborazione e la cooperazione tra soggetti diversi, affinchè si mettano in gioco per costruire reti e relazioni stabili fra di loro. E’ certamente difficile e complesso far partire tavoli di lavoro comune, condividere iniziative esistenti, progettare nuovi spazi insieme, coniugare competenze diverse, scambiarsi informazioni e saperi tra operatori sociali e operatori economici.
Ma è assolutamente necessario il contributo di tutti per andare oltre il conflitto, per costruire comunità solidali che fanno della condivisione di percorsi e della realizzazione di attività comuni la loro priorità.

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