FANO – Sabato 17 ottobre alle ore 17:30 il Circolo Bianchini di Fano inaugura il nuovo anno sociale “INNER SPACE – SPAZIO INTERIORE” con un concerto di musica tradizionale di vari popoli. Sentirete il suono di strumenti antichi con cui sono state create tradizioni musicali illustri che hanno accompagnato la vita di intere epoche: l’OUD, la DERBOUKA, il NAY, il RIQ, il BENDIR…
Il TRIO ENARA è particolarmente legato all’attività per la pace e la riconciliazione svolta dal ristorante e centro culturale israeliano-palestinese SABABA-IL GUSTO DELLA PACE di Parigi.
Come si può capire dalle loro note biografiche, per Soleà, Guillaume e Daniel la musica è un mondo senza frontiere e senza barriere temporali, e condividono lo spirito che anima SABABA, come lo condividiamo noi, nella convinzione che la vera sicurezza nasce dall’immedesimazione in chi è diverso e dalla comprensione.
Non solo, lasciarsi guidare dall’arte nell’ inoltrarsi nella cultura di altri popoli è una forma straordinaria di arricchimento spirituale che ci dota di strumenti formidabili nell’affrontare le difficoltà che immancabilmente incontriamo nella vita quotidiana.
Il concerto d’apertura, che sarà corredato di spiegazioni storiche e antropologiche, s’intitola infatti Musica per la pace – Mūsīqā min ajli as-salam – Múzika lemá’an ha-shalom con la stessa frase ripetuta anche in arabo e in israeliano, per ribadire il concetto di SABABA, e sarà un viaggio nella musica tradizionale di popoli mediterranei e del Vicino Oriente (ma non solo): dall’Iran alla Spagna sefardita, dalla Grecia alla Palestina, dalla cultura yiddish a quella gitana e rom, ecc. mostrando come alcuni canti siano patrimonio comune di popoli divisi da barriere che non hanno senso.
SOLEÁ GARCIA-FONS
Cantante, compositrice e interprete, Soleá Garcia-Fons sviluppa un universo artistico nutrito dalle musiche tradizionali del mondo dal canto lirico, dal teatro e dalla danza.
Nata in un ambiente musicale e artistico, figlia del contrabbassista Renaud Garcia-Fons, sviluppa molto presto una sensibilità aperta alle musiche del mondo, al jazz e al dialogo tra le culture. Si forma fin dalla tenera età al Conservatorio di Marsiglia e di Parigi, dove ottiene il suo DEM (Diplôme d’Études Musicales) in canto lirico nel 2021.
Si esibisce al fianco di artisti come Esma Redžepova, Lucilla Galeazzi e Angélique Ionatos, portando avanti al contempo un’attività di creazione per il teatro, il cinema e la radio. Compositrice e interprete, firma in particolare la musica del film Être di Fara Sene e partecipa a diverse produzioni teatrali in veste di cantante solista.
Anche ballerina formata nel flamenco, nella danza contemporanea e nel jazz, collabora regolarmente con il compositore Uriel Barthélémy su progetti che fondono musica, movimento e creazione contemporanea.
Dal 2024 è la cantante solista del quartetto Blue Maqam, la cui tournée l’ha portata su numerosi palcoscenici e festival in Francia e a livello internazionale, tra i quali l’Opéra di Limoges, il Tourcoing Jazz Festival, il Trianon e il New Morning a Parigi. Canta inoltre nel Trio Enara dal 2025.
Il suo percorso singolare, all’incrocio tra tradizioni orali, canto lirico, jazz e creazione contemporanea, alimenta un approccio artistico profondamente aperto al dialogo tra le culture.
GUILLAUME PERRIER.
Suonatore di oud e insegnante, Guillaume Perrier inizia il suo percorso artistico praticando la chitarra e il canto in un’estetica folk-rock, che esplora per circa un decennio.
I suoi viaggi e i suoi studi in etnologia hanno alimentato un interesse crescente per l’alterità culturale, che lo hanno guidato progressivamente verso l’oud e le musiche modali del Medio Oriente. Conseguito un master in antropologia della musica e un DEM (Diplôme d’Études Musicales) in oud al conservatorio, ha saputo forgiare la sua singolare identità artistica impregnandosi delle estetiche delle musiche arabo-ottomane e della musica persiana.
DANIEL RANDÉ.
Dopo aver ascoltato la classe di percussioni del conservatorio di Les Sables d’Olonne all’età di 7 anni, è nato un amore a prima vista.
Undici anni più tardi, con una formazione in musica classica e contemporanea alle spalle, è iniziato il viaggio di Daniel, che ha deciso di scoprire e ascoltare incessantemente musiche straniere a lui sconosciute: musica elettronica ripetitiva di ogni genere, folk e rock turco, psichedelia greca, pop rumeno o post-punk serbo, solo per citare alcuni esempi. La rivelazione professionale per Daniel è arrivata attraverso il mondo delle percussioni suonate con mani e dita, come il pandeiro brasiliano e, in seguito, il riq orientale, strumento di cui si è innamorato e che lo ha spinto a tuffarsi nello studio della musica orientale e mediterranea al conservatorio Edgar Varèse di Gennevilliers.

