Gasolio alle stelle, camionisti esasperati chiedono interventi urgenti. CNA Fita “Siamo di fronte a vere e proprie speculazioni”

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PESARO – Gasolio alle stelle, gas che riprende a toccare quotazioni da capogiro, bollette che si prospettano dei veri e propri salassi per famiglie e imprese, l’inflazione che riprende a correre. Il conflitto in Iran sta scatenando un’ondata di rincari su tutti i fronti, soprattutto sul fronte dei carburanti. Aumenti che mettono a rischio la tenuta di migliaia di imprese dell’autotrasporto e la stabilità delle catene di approvvigionamento del Paese. L’aumento dei prezzi alla pompa in appena cinque giorni si traduce, secondo le stime di CNA Fita, in un aggravio di oltre 2.400 l’anno per un mezzo pesante che percorre 100mila km annui.

Se le tensioni nello Stretto di Hormuz dovessero continuare, si stima un ulteriore rincaro di 0,445 euro/litro (+25%) che significherebbe altri 13mila euro di spesa extra l’anno per ogni singolo automezzo. Gli autotrasportatori si sentono esasperati dai continui e pesanti rincari che vanni avanti da dopo il Covid ma che ora hanno raggiunto picchi insopportabili e per questo esprimono forte preoccupazione ma anche rabbia .

E’ più che evidente che sono in atto manovre speculative da parte delle compagnie petrolifere che beneficiano di scorte in giacenza, pagate al costo pre-conflitto, ma che si affrettano ad aumentare immediatamente il prezzo alla pompa. “Che si tratti di speculazione è sotto gli occhi di tutti – aggiunge Riccardo Battisti, responsabile provinciale FITA CNA – infatti anche il famoso HVO, il biocarburante di seconda generazione che permette l’abbattimento fino al 90% delle emissioni di CO2 rispetto al gasolio, è aumentato dall’1,63 euro al litro del 25 febbraio all’1,878 euro del 4 marzo. E dire che non deriva dal petrolio ma da oli vegetali e scarti organici: quindi, almeno nei costi di produzione, non dovrebbe risentire direttamente delle tensioni sul mercato del greggio. In questo caso l’aumento dei costi annui per ogni mezzo in questo caso arriva anche a 7 mila euro”.

CNA FITA chiede con urgenza un credito d’imposta straordinario: un sostegno diretto e immediato per tutte le imprese, a prescindere dalla classe ambientale e dalla massa, esteso a gasolio, AdBlue e gas per autotrazione. Le risorse possono arrivare dall’extragettito IVA, che va immediatamente redistribuito per calmierare i prezzi alla pompa. Infine, non è accettabile osservare rincari alla pompa su scorte di carburante acquistate e raffinate mesi addietro. Il peso della crisi energetica scatenata dal conflitto non può essere scaricato interamente sugli autotrasportatori.

Per le imprese con mezzi sopra i 75 quintali e con veicoli che rispettano le ultime classi ambientali, il rimborso delle accise diventa sempre più vitale ma c’è un problema che si acuisce durante una crisi come quella in Iran: il rimborso viene chiesto trimestralmente e incassato mesi dopo. Se il prezzo sale di 20 centesimi, su 100mila km l’impresa deve “prestare” allo Stato circa 6mila euro in più all’anno per ogni camion, in attesa che il credito venga compensato. Ed è per questo che CNA Fita richiede da anni la compensazione automatica al momento della presentazione della richiesta di rimborso. “Vogliamo infine specificare che per gli autotrasportatori “di prossimità”, ovvero per coloro che fanno trasporti con mezzi inferiori a 75 quintali e che magari hanno investito recentemente in mezzi a minore impatto ambientale, purtroppo non è prevista alcuna forma di compensazione”.

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