Fusione, Ricci: «Mombaroccio perde occasione storica, ma rispettare la volontà popolare»

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PESARO – «C’è dispiacere sincero per Mombaroccio. Perché ritengo che abbia perso un’occasione storica in termini di investimenti e rafforzamento del territorio. Purtroppo ha prevalso la paura di cambiare rispetto alle opportunità che si sarebbero create. Dopodiché la volontà popolare è netta: a Pesaro ha prevalso con chiarezza il sì, a Mombaroccio il no. I referendum si fanno per questo. Ora la parola spetta al sindaco Angelo Vichi e alla Regione. Ma non credo che ci siano affatto le condizioni per andare avanti». Lo dice Matteo Ricci, all’indomani del referendum sulla fusione Pesaro-Mombaroccio. Aggiunge il sindaco: «Il rammarico è sincero, anche perché avremmo voluto destinare 5 milioni per gli investimenti a Mombaroccio. Naturalmente adesso li riprogrammeremo, indirizzandoli sulla città di Pesaro. Entrambi invece – osserva – perdiamo un contributo di 2 milioni all’anno per 10 anni, nella parte corrente del bilancio, che sicuramente sarebbe stato utilissimo per il sociale, le politiche educative, la cultura». Sul futuro: «Continueremo a lavorare per l’aggregazione dei Comuni, perché questa è l’unica strada per il loro rafforzamento. Noi proseguiremo il percorso per l’Unione a otto (con i Comuni di Pian del Bruscolo; un nuovo incontro in programma mercoledì; ndr). E sicuramente saremo promotori di altri processi di fusione». La direzione è segnata, puntualizza, «altrimenti non c’è futuro: 8mila Comuni così come li abbiamo conosciuti finora non reggono più. Non riescono a dare servizi, né a portare avanti investimenti. Anche per questo credo che Mombaroccio abbia perso una grande opportunità: la convenienza e l’autonomia che avrebbe mantenuto con questa fusione certamente non si ripresenteranno con altri percorsi. Ma si è discusso per mesi di questo, i cittadini avevano tutti gli elementi per decidere: hanno scelto di rimanere Comune e va rispettata la volontà popolare».

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