Fossombrone, oltre 1500 firme per il potenziamento del personale al reparto di radiologia

Fossombrone, oltre 1500 firme per il potenziamento del personale al reparto di radiologia

FOSSOMBRONE – Si è svolta questa mattina, presso la sede del M5S di Fossombrone, la conferenza stampa indetta da “Fossombrone in Movimento”, alla quale hanno partecipato il deputato Andrea Cecconi ed il consigliere regionale Piergiorgio Fabbri, durante la quale sono state consegnate le 1580 firme raccolte al fine di richiedere il potenziamento del personale, infermieristico e tecnico, del reparto di radiologia presso la struttura sanitaria di Fossombrone.
Giuliano Spinaci, attivista locale M5S, ha spiegato che «la consegna delle 1580 firme raccolte, servono per sostenere la mozione che presenterà all’Assemblea Legislativa regionale delle Marche il consigliere Fabbri, al fine di chiedere il potenziamento del personale medico e tecnico presso il reparto di radiologia dell'(ex)ospedale di Fossombrone.» Al riguardo Andrea Cecconi ha affermato che «nulla vieta, alla Regione, di procedere all’assunzione di nuovo personale per integrare gli organici del personale». Spinaci ha aggiunto che «questa è una risposta chiara e forte a chi sostiene che, a Fossombrone, il M5S non fa nulla se non demagogia. Noi riteniamo che demagogia la fanno coloro che, negli ultimi tempi colgono ogni occasione per fare selfie ed apparire sui giornali a corredo di notizie che attestano un mirabolante fiorire di cantieri stradali, lavori pubblici che spuntano ovunque e con tempi record di fine lavori: cosa mai vista nei 4 anni e mezzo precedenti. Ciò ci rende felici, perché questo ė un pò merito anche nostro: gli attuali amministratori sanno della nostra presenza e delle nostre attività, e sono quindi consapevoli dell’attenzione che “i 5 Stelle” riservano al loro operato.»
Per le amministrative della prossima primavera il M5S di Fossombrone si presenterà «con una propria lista sebbene la nostra intenzione sia quella di collaborare con tutti. Noi, in primis, siamo cittadini normali che hanno a cuore il nostro comune e proprio per questo e per non avere le mani sporche con la vecchia politica, corriamo da soli.»
In materia di sanità, il consigliere Fabbri ha riferito che su richiesta del M5S di Fossombrone «sono state presentate alcune interrogazioni consiliari. Una prima interrogazione è relativa all’increscioso episodio del 6 ottobre scorso, quando numerosi pazienti in attesa di essere sottoposti ad esami diagnostici, furono rimandati a casa a causa dell’assenza del medico radiologo. La seconda è stata presentata relativamente alla ripartizione dei pazienti dializzati fra i vari CAL della provincia: visto il trasferimento dei pazienti presso il centro dialisi di Fano, con l’attivazione di un terzo turno serale, in aggiunta agli utenti già presenti nel centro, con conseguente aggravio di costi ed aumento dei disagi per i pazienti dializzati; si chiede al Presidente della Regione se sia presa in dovuta considerazione l’idea di una ri-distribuzione equa di tutti i pazienti presenti a Fano e ripartirli all’interno dei C.A.L. presenti nell’Area Vasta n. 1 (Fossombrone, Cagli, Sassocorvaro) che al momento sono sottoutilizzati, nonché i motivi per cui a Fossombrone, nel C.A.L. recentemente ristrutturato ed inaugurato nel più assoluto silenzio, non sia possibile attivare un terzo turno serale che permetterebbe di offrire il servizio fino a 20 pazienti a fronte dei 5/7 attuali.»
Il M5S di Fossombrone farà di tutto per mantenere i servizi sanitari garantiti con un’azione che si farà sempre più forte, battendosi per una sanità pubblica e perché quella privata rimanga tale. Molti ci chiedono promesse su questa tematica, peraltro molto sentita dal territorio, ma il M5S non fa promesse senza la certezza che possano essere mantenute, faremo tutto il possibile per salvaguardare il sacrosanto diritto alla salute che invece ci stanno togliendo quei partiti che da anni amministrano lo stato e la regione. Non ci sono soldi, forse è vero, ma quelli che ci sono vanno gestiti nel modo migliore, tagliando prima gli sprechi e gli stipendi ingiustificati di dirigenti spesso inutili, non si può sempre tagliare in maniera indiscriminata su sanità, scuola ed altri servizi indispensabili ai cittadini
Andrea Cecconi ha affermato che «il presidente Ceriscioli ha accelerato il processo di riorganizzazione interna prevista nella DGR 735/2013 e che il tentativo della regione di far vedere che stanno facendo il possibile per la sanità, appare come maldestro e tardivo, in quanto erano gli stessi cittadini che, da anni, chiedevano garanzie sulla salvaguardia degli ospedali. Il M5S può anche essere d’accordo sulla riorganizzazione dei servizi sanitari, ma che non venga fatta con tagli indiscriminati che ricadono inevitabilmente sulla comunità: questa è una cosa davvero folle.»
In merito alla struttura di Fossombrone, Cecconi sostiene che «è un’ottima struttura, con macchinari all’avanguardia ma sottoutilizzati di almeno il 60/70% (riferimento all’ispezione avvenuta nel luglio scorso presso l’ospedale di Fossombrone) a causa della mancanza di personale. Non esistono criteri per garantire che i servizi possano funzionare in maniera ottimale; non si è in grado di organizzare la funzionalità e riorganizzare i servizi ed il personale per assicurare i servizi minimali previsti e garantiti.»
E’ emerso che molti sindaci non abbiano fornito un’adeguata informazione ai cittadini in materia di riorganizzazione delle reti sanitarie; soltanto ora alcuni di essi si stanno muovendo per “sensibilizzare” gli elettori su quello che sarà il futuro, che appare sempre più foriero di pessime notizie. Cecconi ha posto l’accento sul fatto che la regione, pur avendo i dati delle singole prestazioni, non è riuscita ad elaborare ed aggregare tali dati al fine di ottimizzare gli interventi di ottimizzazione dei servizi: un esempio è il laboratorio analisi di Urbino che a fronte dei 2.500 referti giornalieri che può fornire, si attesta su un valore di circa 2/300 al giorno.
Per quanto riguarda l’ospedale unico, questo dovrebbe intendersi solo per le eccellenze, lasciando invece le attività ordinarie negli ospedali di rete dell’entroterra. Ed invece ecco che la questione sanitaria anziché essere amministrata a favore dei cittadini, viene gestita politicamente solo dai sindaci di Pesaro e Fano, quasi fosse una questione di loro esclusiva competenza; si sta facendo di tutto perché la sanità sia un pezzo alla volta trasferita nelle mani dei privati. Per questo è giunto il momento di informarsi e svegliarsi, alzando la voce e ponendo in campo anche azioni eclatanti.
Al momento, contrariamente a quanto sostenuto sino ad ora, tutti i servizi tagliati ed “ottimizzati”, non hanno contribuito ad aumentarne la qualità ma, al contrario, hanno solo creato maggiori disservizi ed aggravi agli utenti. Occorre, più che mai, far sentire le nostre ragioni di cittadini.
Fabbri ha risposto alle insistenti richieste di abrogare la famosa delibera 735, nonchè alla possibilità di abrogare gli incentivi e ridurre gli esosi stipendi dei dirigenti sanitari ultra-pagati in considerazione del fatto che proprio loro non sono in grado di assicurare una sanità efficiente e garantire il diritto alla salute di ogni cittadino; Fabbri sostiene che «occorre ripartire dal territorio contro il centralismo regionale, con azioni comuni ed incontri sul territorio con i cittadini per dare loro la necessaria informazione.»
Cecconi sostiene che «l’attuale governo regionale e locale, sono molto bravi nel toglierci tutto, per poi annunciare, con grande enfasi e suono di tamburi, che i pochi servizi rimasti siano dovuto al loro merito e che siano una grande conquista per la salvaguardia della sanità»; per Fabbri «occorre contrastare la spoliazione unilaterale dei servizi sanitari dal territorio.»
Infine si è passati alla questione Banca delle Marche: Cecconi ha senza mezzi termini accusato che la vicenda «è una colossale truffa. Tantissimi cittadini hanno investito i loro risparmi in azioni ed obbligazioni subordinate e, nell’arco di pochissime ore, sono stati ingannati e si sono ritrovati con il nulla in mano. La situazione di BdM era nota a tutti da anni, ma nessuno lo ha reso noto. Il decreto del Governo fatto alla domenica sera, nell’arco di pochissimo tempo, è stata una cosa disgustosa. Il fatto di ridurre il valore del capitale di BdM al 17% è stata una cosa artefatta appositamente per far figurare che la banca fosse in rosso, in default. E’ stata un’azione incostituzionale.» Il problema è che mentre i responsabili di questo disastro finanziario non saranno puniti, gli unici ad averci rimesso davvero in prima persona sono i risparmiatori, che si sono visti rompere un rapporto di fiducia con la banca del territorio che durava da decenni. Ora questi stessi risparmiatori, giustamente arrabbiati, sono 44.000 clienti liberi usciti da un mercato fidelizzato, pronti per essere accaparrati da altri istituti bancari.
In conclusione di conferenza, mentre si è detto che la rosa dei candidati è in fase di definizione, si sono trattati altri argomenti di politica locale, oggetto del prossimo programma con i cittadini che sarà discusso in successivi incontri.
Fossombrone in MoVimento

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