FdI: “Biancani impone pulizia ai privati, ma chiude gli occhi su incuria e degrado delle proprietà comunali”

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PESARO – È di pochi giorni fa il rinnovo dell’ordinanza firmata dal sindaco Andrea Biancani e dagli assessori Sara Mengucci e Mattia Galeazzi, con la quale si impone ai gestori dei locali di garantire la pulizia delle aree pubbliche, o ad uso pubblico, circostanti le proprie attività e di provvedere alla rimozione dei rifiuti abbandonati. Il provvedimento interessa soprattutto le principali zone della movida cittadina: Sottomonte, viale Trieste, lungomare Nazario Sauro, l’area portuale, la strada tra i Due Porti e Baia Flaminia. «Tutto giusto, almeno sulla carta. Peccato che l’Amministrazione Biancani sembri molto meno solerte quando si tratta di controllare il decoro e la manutenzione degli immobili di proprietà comunale concessi in locazione a soggetti terzi», attaccano i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Michele Redaelli, Serena Boresta, Cristina Canciani, Daniele Malandrino e Giovanni Corsini.

«Il caso più evidente è quello dell’ex Palas, oggi Auditorium Scavolini – proseguono i consiglieri –. Dopo diversi sopralluoghi abbiamo riscontrato una situazione che stride pesantemente con le ordinanze, gli annunci e le lezioni di decoro impartite dalla Giunta ai cittadini e agli operatori economici. All’angolo tra viale Marconi e viale della Vittoria, in prossimità di alcune attività commerciali, sono presenti due contenitori per i rifiuti frequentemente aperti e colmi di cartoni accatastati. La vicina scala in ferro è diventata luogo di bivacco, con bottiglie, lattine e altri rifiuti lasciati a terra anche per giorni».

Corsini entra quindi nel dettaglio della situazione: «Nella stessa area risultano inoltre visibili e accessibili alcuni contatori delle utenze, apparentemente privi di un’adeguata protezione. Una condizione che non può essere ignorata, soprattutto in uno spazio pubblico frequentato quotidianamente da residenti, clienti e passanti. Proseguendo lungo viale Marconi – continua il consigliere – si incontrano spesso bancali di legno depositati sul marciapiede ben oltre il tempo strettamente necessario alle operazioni di carico e scarico. Sono inoltre visibili danneggiamenti alle pareti, presumibilmente provocati dai mezzi utilizzati per la movimentazione delle merci. All’angolo tra viale Marconi e viale dei Partigiani si trovano invece i locali concessi ad Aspes per la nuova farmacia comunale. Gli spazi risultano ancora inutilizzati, l’insegna sopra l’ingresso è stata recentemente coperta, mentre la croce verde della farmacia appare parzialmente staccata, con evidenti segni di deterioramento della tinta e dell’intonaco. Anche proseguendo verso l’ingresso dell’Auditorium la situazione non migliora. I terminali in ghisa dei pluviali presentano già evidenti tracce di ruggine, nonostante siano trascorsi appena due anni dall’inaugurazione della struttura. Verso piazzale Agide Fava è inoltre presente un’area delimitata da transenne e da un telo verde, che continua ad avere l’aspetto di una porzione di cantiere mai definitivamente sistemata. All’interno sono chiaramente visibili impianti meccanici che, secondo quanto riscontrato durante i sopralluoghi, risultano raggiungibili senza particolari ostacoli».

Particolarmente grave, secondo Corsini, è il problema dei ristagni d’acqua davanti all’ingresso del complesso. Anche dopo precipitazioni di modesta intensità si formano ampie pozze che invadono la carreggiata e rendono difficoltoso il passaggio. Da una prima ricognizione risulterebbe che, durante il rifacimento del marciapiede seguito alla ristrutturazione dell’ex Palas, non siano state realizzate caditoie adeguate per la raccolta delle acque piovane. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: l’acqua non defluisce correttamente e ristagna davanti a uno dei principali edifici pubblici della città».

«Biancani pretende giustamente ordine e pulizia dai privati, ma dovrebbe iniziare a garantire gli stessi standard negli immobili di proprietà del Comune. Non è accettabile utilizzare due pesi e due misure: rigore con commercianti e gestori, disattenzione quando le responsabilità riguardano direttamente l’Amministrazione», attaccano i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Michele Redaelli, Serena Boresta, Cristina Canciani, Daniele Malandrino e Giovanni Corsini. «Siamo a pochi giorni dall’inaugurazione del Rossini Opera Festival 2026 e l’area dell’Auditorium Scavolini dovrebbe rappresentare uno dei biglietti da visita di Pesaro. Al contrario, cittadini e visitatori si trovano davanti rifiuti, strutture deteriorate, transenne, impianti accessibili e ristagni d’acqua. Una situazione indecorosa che smentisce nei fatti tutta la propaganda della Giunta sulla qualità urbana». Concludono Redaelli, Boresta, Canciani, Malandrino e Corsini: «Chiediamo un intervento immediato, non l’ennesimo annuncio. L’Amministrazione ripristini il decoro, verifichi il rispetto degli obblighi previsti nei contratti di locazione, metta in sicurezza gli impianti e risolva definitivamente il problema dello smaltimento delle acque piovane. Pesaro non può essere severa con i privati e indulgente con sé stessa».

I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia 
Giovanni Corsini, Michele Redaelli, Serena Boresta, Cristina Canciani, Daniele Malandrino

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