Fase 2: aiuti alle emittenti radio-televisive marchigiane, carta stampata e editoria web

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Approvata all’unanimità la mozione del vice Presidente del Consiglio regionale delle Marche, Renato Claudio Minardi, che impegna la giunta regionale a concedere dei contributi economici straordinari a fondo perduto in favore delle emittenti radio-televisive e del settore comunicazione stampa, compresa l’editoria elettronica web delle Marche. In una nota Minardi spiega: “A partire dall’inizio dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 che ha colpito così duramente la nostra regione, le emittenti radio-televisive marchigiane, la carta stampata e l’editoria web hanno svolto un prezioso e capillare servizio di informazione rivolto ai cittadini, provvedendo a divulgare tutte le notizie utili e ad aggiornare costantemente sull’evoluzione della pandemia nel nostro territorio e sulle disposizioni adottate a livello nazionale e regionale. Questa attività informativa – aggiunge – ha contribuito a rendere consapevoli i cittadini sui comportamenti da assumere e sull’importanza del loro rispetto, specialmente nella fase più drammatica della pandemia”. Le emittenti radio-televisive così come la carta stampata e l’editoria web, osserva ancora Minardi, “stanno subendo le conseguenze della crisi economica a causa di una notevole riduzione delle entrate derivanti dagli investimenti pubblicitari e dai servizi sugli eventi pubblici, che rappresentano la loro maggior voce di sostentamento, a causa del minor interesse delle aziende ad investire su questo aspetto della loro attività”. “Quindi necessario – conclude Minardi – sostenere le emittenti radio-televisive, la carta stampata e l’editoria web marchigiane in questa difficile fase economica come riconoscimento per il servizio pubblico svolto a favore della comunità, poiché oltre a informare sulle misure di protezione individuale che ogni cittadino deve adottare nell’accedere ai servizi o alle attività, danno anche voce alle problematiche e alle difficoltà degli imprenditori, degli esercenti e dei lavoratori che ora si trovano a fare i conti con la crisi economica conseguente alla chiusura imposta dall’emergenza sanitaria”.

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