FANO – L’Annunciazione di Pietro Vannucci, detto il Perugino, sarà restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Il Comune di Fano e l’istituto del Ministero della Cultura sottoscriveranno un accordo per la tutela del dipinto su tavola, conservato nella chiesa di Santa Maria Nuova. Nei primi giorni di dicembre è previsto il trasferimento dell’opera nei laboratori della Fortezza da Basso, dove prenderanno avvio le indagini diagnostiche.
L’intesa dà seguito alla collaborazione per il restauro della Pala di Durante, condotto dall’Opificio con il Comune e la Soprintendenza e seguito dalla ricollocazione dell’opera nella chiesa di Santa Maria Nuova. Per l’Annunciazione, la relazione preliminare dell’Opificio ha individuato alcune criticità nello stato conservativo della pellicola pittorica e del supporto ligneo che saranno approfondite durante la prima fase di lavoro.
«Con questo accordo diamo continuità a un lavoro avviato insieme all’Opificio e alla Soprintendenza», sottolinea il sindaco Luca Serfilippi. «Il Comune si fa carico delle prime indagini e del trasferimento a Firenze. È il passo necessario per definire come intervenire sulla tavola e conservarla nel tempo, nella prospettiva di restituirla alla città e alla sua chiesa dopo il restauro».
«La collaborazione con l’Opificio ha già dato un risultato concreto con il restauro e il ritorno della Pala di Durante a Santa Maria Nuova», dichiara l’assessora alla Cultura Lucia Tarsi. «Con questo nuovo accordo affidiamo l’Annunciazione a un istituto di riferimento per il restauro. Nella città di Vitruvio la cura del patrimonio riguarda tanto le testimonianze archeologiche quanto le opere d’arte custodite nelle nostre chiese e negli istituti museali. Il dipinto del Perugino è una di queste e merita un intervento all’altezza del suo valore».
«Lo studio dell’Annunciazione si inserisce nel lavoro che l’Opificio sta portando avanti sui dipinti del Perugino», osserva Emanuela Daffra, soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure. «Le indagini ci aiuteranno a scegliere come intervenire per tutelare l’opera e, allo stesso tempo, a capire meglio come il maestro ha lavorato alla tavola. Il confronto con le altre opere studiate potrà darci nuove informazioni sulla sua tecnica e sull’attività del cantiere fanese».
Le indagini e il progetto di restauro
Il trasferimento sarà affidato a un operatore specializzato nel trasporto di opere d’arte. Tra le prime operazioni in laboratorio è previsto un trattamento anossico per contrastare l’eventuale presenza di insetti xilofagi. Le indagini successive riguarderanno il supporto ligneo e gli strati pittorici. I risultati serviranno a definire il progetto definitivo, il cronoprogramma e il costo complessivo del restauro. La durata, stimata in via preliminare in circa 30 mesi, sarà precisata dopo gli approfondimenti.
Il Comune sosterrà 10 mila euro per le indagini diagnostiche, oltre ai costi del trasporto a Firenze. L’impegno per il restauro sarà definito sulla base del progetto e riguarderà il rimborso dei costi vivi sostenuti dall’Opificio. Al termine del restauro potrà essere valutata la possibilità di presentare l’opera al pubblico con un appuntamento espositivo. Le modalità di ricollocazione nella chiesa di Santa Maria Nuova saranno esaminate con la Soprintendenza a intervento concluso.



