Fano, la giornalista del New York Times Vivian Wang racconta la vita quotidiana nella Cina di Xi Jinping

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FANO – Venerdì 23 ottobre 2026, alle ore 17.30, la Chiesa di Santa Maria del Gonfalone ospiterà l’incontro “La vita quotidiana in Cina ai tempi di Xi Jinping”, organizzato dal Circolo Bianchini di Fano, con la partecipazione della giornalista del New York Times Vivian Wang, che arriverà in Italia proprio per prendere parte alla rassegna del Circolo.

Vivian Wang è una giovane giornalista apprezzata a livello internazionale. È stata corrispondente del New York Times dalla Cina dal 2022 al 2026, realizzando reportage sulla vita della gente comune. Nel febbraio di quest’anno è stata espulsa dal governo di Pechino a seguito delle sue inchieste.

Durante l’incontro parlerà della vita delle persone comuni in Cina e della diffusione dell’intelligenza artificiale nella quotidianità.

Sarà inoltre possibile rivolgerle domande. L’appuntamento offrirà un’occasione per conoscere più da vicino la realtà contemporanea di un Paese di grande importanza nello scenario internazionale.

Così scrive la stessa Vivian Wang nella sua scheda personale del New York Times:

«Sono una corrispondente per The New York Times, mi occupo di politica e società cinese e ho sede a New York».

Le mie inchieste

Mi interessa ciò che l’ascesa e le ambizioni della Cina significano per la vita quotidiana del suo popolo. Mi concentro sulla narrazione approfondita di vicende che possano dare ai lettori il senso di come le persone in tutta la società cinese — lavoratori migranti, accademici, studenti universitari, pensionati — stiano vivendo gli straordinari cambiamenti degli ultimi decenni, sia all’interno del Paese che in tutto il mondo. Mi sono occupata di questioni di genere, attivismo per i diritti umani, istruzione e del ridursi dello spazio per la libera discussione e l’ambizione personale.

Il mio background

Sono entrata a far parte del Times nel 2017 e del team di corrispondenti dalla Cina nel 2020. Ho vissuto a Pechino per quattro anni, dal 2022 al 2026, finché il governo cinese non mi ha annullato il visto e mi ha espulsa dal Paese. Ora mi concentro su long form stories relative a come l’influenza globale della Cina stia condizionando le persone al di fuori dei suoi confini. Prima di Pechino, ho vissuto a Hong Kong per due anni.

Nel 2021, ho fatto parte del team che ha vinto il Premio Pulitzer per il servizio pubblico per la copertura della pandemia di coronavirus, nonché di un team che è stato finalista per il Premio Pulitzer per il giornalismo internazionale. Prima di trasferirmi all’estero, ho seguito la politica dello stato di New York da New York City e Albany.

Sono cresciuta nei dintorni di Chicago e mi sono laureata alla Yale University.

Etica giornalistica

Tutti i giornalisti del Times si impegnano a rispettare gli standard di integrità delineati nel nostro Manuale di Etica Giornalistica. Una delle mie priorità nel fare reportage sulla Cina, dove le persone possono spesso essere punite professionalmente o legalmente per aver criticato il governo o per aver parlato con i media stranieri, è assicurarmi che le mie fonti siano pienamente informate sulle implicazioni del parlare con me, facendo il massimo per proteggere la loro privacy e sicurezza. Valuto inoltre attentamente la loro credibilità e cerco verifiche o conferme alle loro affermazioni.

Mi identifico sempre come reporter del Times quando conduco interviste. E mi sforzo di offrire un ritratto della Cina che sia il più completo e sfumato possibile, in un momento in cui gli stereotipi sul Paese si stanno inasprendo in tutto il mondo.

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