Fano Jazz By The Sea chiude con 25mila presenze: «Importante motore turistico per la città»

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FANO – È tempo di bilanci per la XXXIV edizione di Fano Jazz By The Sea, che si è chiusa con un risultato ampiamente positivo, nonostante le difficili condizioni meteorologiche che hanno condizionato lo svolgimento della manifestazione e costretto all’annullamento, il 21 luglio, dell’atteso concerto del pianista cubano Alfredo Rodríguez. Il Festival, svoltosi dal 18 al 25 luglio, ha comunque confermato la propria capacità di attrazione e la solidità di un progetto culturale riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Nell’insieme sono stati otto giorni di programmazione, 43 concerti150 musicisti provenienti da tutto il mondo e sette location tra le più suggestive della città di Fano, dal centro storico al lungomare, fino al tradizionale e partecipatissimo appuntamento conclusivo del 1° agosto alla Golena del Furlo, che ha fatto registrare un record di circa 3.000 presenze, ideale passaggio di testimone con il festival in rete Terre Sonore.

Tra i momenti più significativi dell’edizione 2026, i sold out dei concerti inaugurali con Fatoumata Diawara e della serata finale con Fusion Experience. Nonostante la cancellazione di uno degli appuntamenti principali, quello appunto del 21 luglio, il Festival ha registrato 4.582 biglietti venduti, per un incasso netto di € 76.622,50, confermando una stima complessiva di circa 25.000 presenze (28.000 se si considera anche il concerto della Golena del Furlo).

Ulteriore attestato dell’importanza del Festival viene dall’indagine svolta dal Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche (UNIVPM), sotto il coordinamento del professor Valerio Temperini, nella quale si sottolinea «il ruolo di Fano Jazz By The Sea come importante driver turistico per la città e il territorio, riuscendo ad attrarre un segmento significativo di nuovi visitatori, i quali si aggiungono ad una quota importante di soggetti fidelizzati. Su 320 campioni raccolti si evidenziano dei dati estremamente significativi, stimati un numero complessivo di utenti di circa 25.000 unità di cui 12.000 circa come partecipanti unici, i 6/10 proviene da fuori comune, il 13% da fuori regione, 1/5 dei visitatori ha pernottato a Fano di cui la metà di essi ha trascorso almeno 5 notti, il 4,35 dei turisti ha percorso almeno 300 km per venire a Fano, e per il 53% di chi ha pernottato il Fano Jazz By The Sea  è il vero motivo per il quale il turista è venuto a Fano. Da ultimo ma non di banale importanza 4,5 turisti su 10 ha visitato o ha intenzione di farlo prossimamente, la Basilica di Vitruvio». Nella stessa indagine si evidenzia come «le caratteristiche della proposta artistica e il periodo di svolgimento hanno favorito una buona presenza di persone provenienti dall’estero, ed anche un numero medio di pernottamenti che appare più elevato rispetto ad altri eventi».

«Questa XXXIV edizione di Fano Jazz By The Sea ha confermato la forza di un progetto culturale ormai maturo, capace di rinnovarsi ogni anno senza perdere la propria identità. Per otto intense giornate il Festival ha coinvolto l’intera città, dal concerto all’alba agli eventi dai balconi, dalle performance diffuse tra centro storico e lungomare fino alle grandi produzioni serali. Grande attenzione è stata dedicata alla formazione attraverso il Campus Musicale – autentico laboratorio di formazione e inclusione che ha visto la partecipazione di 72 giovani e giovanissimi musicisti, anche provenienti dall’estero, guidati da 16 docenti – ai giovani talenti con gli spazi Young Stage e Cosmic Journey e ai temi della contemporaneità con il progetto Exodus – Gli echi della migrazione. Fiore all’occhiello resta il Green Jazz Village, attivo dal 2017, oggi sempre più partecipato soprattutto da un pubblico giovane: uno spazio inclusivo che unisce musica, sostenibilità, incontro e partecipazione. Fano Jazz By The Sea si conferma così un progetto profondamente radicato nel territorio e, allo stesso tempo, capace di guardare al futuro», sottolinea Adriano Pedini, Direttore Artistico del Festival.

Ancora una volta il Festival è divenuto un importante motore di attrazione turistica. I dati delle vendite online certificano la presenza di spettatori provenienti da quasi tutte le regioni italiane e ancora più significativo è il dato relativo al pubblico internazionale, con spettatori arrivati da Austria, Croazia, Francia, Germania, Regno Unito, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Scozia, Spagna, Svezia, Svizzera.  Va inoltre ricordato che il Festival ha ospitato nelle strutture ricettive cittadine oltre 95 tra musicisti, giornalisti e operatori del settore.

L’edizione 2026 ha proposto un cartellone di grande qualità, capace di coniugare grandi protagonisti della scena internazionale e nuove figure emergenti.  Menzione di merito per i concerti di Fatoumata Diawara, padrona come non mai del palcoscenico, e del quartetto Fusion Experience. Ma vanno anche ricordate le esibizioni di Hamilton De Hollanda, del bassista Mono Neon, del pianista svedese Jacob Karlzon, e della pianista greca Tania Giannuoli, che, con proposte differenti, hanno coinvolto il pubblico. E tra i giovani, pregevoli sono state le esibizioni di tutti i gruppi ospitati nella sezione Young Stage. «È stata un’edizione caratterizzata da proposte pienamente in sintonia con la contemporaneità, da un forte coinvolgimento delle giovani generazioni, da un impegno sempre più concreto sui temi della sostenibilità e della responsabilità sociale attraverso il Green Jazz Village, da una relazione consolidata con tutta la città e da una costante attenzione alla qualità organizzativa. Sono elementi che oggi rappresentano l’identità stessa del Festival», conclude Adriano Pedini.

Molto significativa anche la visibilità ottenuta sui media nazionali e locali, sostenuta da un intenso lavoro di comunicazione sviluppato da un rinnovato team di giovani professionisti impegnati nelle attività di digital marketing. Sulle piattaforme Meta (Facebook e Instagram) il Festival ha raggiunto risultati di assoluto rilievo: 5.866.225 visualizzazioni dei contenuti; 21.037 visite ai profili social; 31.986 interazioni complessive con i contenuti pubblicati.

Accanto alla soddisfazione per i risultati raggiunti, il Direttore Artistico richiama l’attenzione sulla necessità di sostenere maggiormente le grandi manifestazioni culturali. «Organizzare un festival internazionale di questa complessità comporta oggi costi che, in molti casi, sono raddoppiati o addirittura triplicati rispetto a pochi anni fa. Per mantenere gli standard qualitativi raggiunti servono risorse adeguate. Investire su Fano Jazz By The Sea significa investire in un progetto che genera cultura, turismo, economia e promozione del territorio. Un maggiore sostegno consentirebbe inoltre di incrementare anche le risorse provenienti dal Ministero della Cultura e dalla Regione Marche, con ulteriori ricadute positive sull’intero sistema territoriale».

L’appuntamento è ora con la XXXV edizione di Fano Jazz By The Sea, in programma dal 17 al 25 luglio 2027, con il tradizionale evento conclusivo del 1° agosto, per un nuovo viaggio tra grande musica, sostenibilità e valorizzazione del territorio.

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