Importante traguardo per l’ospedale di Fano, dove un piccolo paziente affetto da sordità profonda congenita è stato sottoposto a un intervento di impianto cocleare. Una nuova opportunità di cura per le famiglie del territorio, senza la necessità di rivolgersi a strutture fuori regione.
FANO – Un importante passo avanti nella cura della sordità infantile all’ospedale di Fano, dove è stato eseguito per la prima volta, con successo, un intervento per l’inserimento di un impianto cocleare, conosciuto anche come “orecchio bionico”. A beneficiarne è stato un bambino affetto da sordità profonda congenita, per il quale si apre ora un percorso finalizzato allo sviluppo delle capacità uditive e comunicative. A darne notizia è l’AST Pesaro Urbino, che sottolinea il valore dell’intervento per la sanità del territorio. Il risultato arriva al termine di oltre un anno di preparazione, formazione del personale e collaborazione tra diverse strutture specialistiche. Il progetto ha portato alla nascita di un centro dedicato alla chirurgia e alla riabilitazione della sordità, grazie a una rete che coinvolge l’Otorinolaringoiatria dell’AST Pesaro Urbino, l’ospedale pediatrico Burlo Garofolo di Trieste e la Clinica Otorinolaringoiatrica dell’Università di Perugia. L’orecchio bionico rappresenta una possibilità terapeutica per le persone con sordità grave o profonda che non ottengono benefici sufficienti dai tradizionali apparecchi acustici. Il dispositivo, anziché limitarsi ad amplificare i suoni, li trasforma in impulsi elettrici che stimolano direttamente il nervo acustico, attraverso un elettrodo inserito nella coclea. L’intervento chirurgico costituisce soltanto una delle fasi del trattamento: per ottenere risultati sono necessari anche una diagnosi accurata, l’attivazione e la regolazione personalizzata del dispositivo e un percorso riabilitativo continuativo.
Un’équipe multidisciplinare per seguire il bambino dopo l’intervento
L’operazione è stata eseguita dalle dottoresse Emanuela Battisti e Cristina Cingolani, dell’Otorinolaringoiatria dell’AST Pesaro Urbino, insieme al professor Giampietro Ricci, direttore della Clinica ORL dell’Università di Perugia. Fondamentale anche il contributo degli anestesisti Michele Tempesta, direttore dell’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione, e Salvatore Maviglia, oltre al personale infermieristico e agli strumentisti del blocco operatorio di Fano, coordinati dalla dottoressa Daniela Brera. Il percorso del piccolo paziente proseguirà ora con l’attivazione dell’impianto e la riabilitazione uditiva e linguistica, attraverso un’assistenza che coinvolge anche la Neuropsichiatria Infantile, diretta dalla dottoressa Elisabetta Tarsi, e l’Unità Multidisciplinare dell’Età Evolutiva, coordinata dalla dottoressa Giovanna Diotallevi. Soddisfazione è stata espressa dal direttore generale dell’AST Pesaro Urbino, Alberto Carelli, che ha evidenziato l’importanza di garantire prestazioni altamente specialistiche direttamente sul territorio, evitando alle famiglie lunghi e impegnativi spostamenti fuori regione. Il direttore dell’Otorinolaringoiatria, Luca D’Ascanio, ha sottolineato come il risultato raggiunto non rappresenti soltanto un successo chirurgico, ma sia soprattutto il frutto di un percorso completo che accompagna il paziente dalla diagnosi alla riabilitazione, favorendone lo sviluppo comunicativo e relazionale. Anche la dottoressa Emanuela Battisti, responsabile dell’Unità semplice di Otochirurgia, ha ribadito l’importanza di un’assistenza integrata, tempestiva e vicina alle famiglie. Con l’avvio di questa nuova attività, l’ospedale di Fano amplia la propria offerta sanitaria, mettendo a disposizione del territorio un trattamento specialistico per la sordità grave e profonda e riducendo i disagi organizzativi ed economici legati alle cure fuori regione.



