“E ‘l modo ancor m’offende”: a teatro uno spettacolo per parlare di violenza sulle donne

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FANO – Non sarà un’unica parola al centro dell’ottavo appuntamento della rassegna “Con le parole giuste”,bensì una citazione dantesca, che è anche il titolo di uno spettacolo di teatro civile sulla violenza di genere scritto da Giuliano Turone per la regia di Igor Grcko, il primo spettacolo teatrale nella storia della rassegna fanese. E ‘l modo ancor m’offende. Storie di donne offese dalla violenza andrà in scena mercoledì 20 aprile alle ore 18 alla Sala Verdi del Teatro della Fortuna di Fano, interpretato dallo stesso Turone e dall’attrice Alessandra Mandese.Un verso della Divina Commedia, tratto dal V Canto dell’Inferno, per porre l’attenzione sullaviolenza nei confronti delle donne: dalla passione per il sommo poeta e il bisogno di riflettere su un fenomeno sociale drammatico ed estremamente diffuso nasce lo spettacolo scritto dall’ex magistrato Giuliano Turone, della compagnia teatrale La diritta via. E ‘l modo ancor m’offende.

Storie di donne offese dalla violenza parte dalla vicenda di Francesca da Rimini, vittima di più soprusi durante la sua vita fino all’uccisione per mano del marito, passando per Franca Viola, che nella Sicilia degli anni Sessanta si rifiutò di sposare l’uomo che l’aveva stuprata, fino ad arrivare al caso di Lucia Annibali, sfregiata con l’acido dall’ex compagno, che rappresenta il coronamento finale dello spettacolo. Francesca da Rimini si fa portavoce di un dolore universale che dalla storia e dalla letteratura arriva fino ai giorni nostri, attraverso nomi di donne italiane e straniere diventate celebri per gli episodi efferati che le riguardano, ma in alcuni casi anche per essere riuscite a farsi valere, a denunciare il loro oppressore, a ricostruirsi una vita malgrado qualcun altro abbia tentato in tutti i modi di cancellarla.

Sul palco, oltre allo stesso Giuliano Turone, nei panni di un professore, ci sarà l’attrice Alessandra Mandese, aspirante docente di “educazione all’uguaglianza di genere”. Lo spettacolo, nato due anni fa come monologo, si è poi evoluto e teatralizzato sempre più nel corso degli appuntamenti in giro per tutta l’Italia. Il teatro è un linguaggio che può arrivare facilmente anche ai più giovani ed è su questo che punta l’autore del testo portando la sua pièce nelle scuole: educare al rispetto fin da piccoli, insegnare a vivere l’amore con serenità e senza apprensione. “Mi sono innamorato per la prima volta a sei anni e per me era naturale rispettare e trattare bene la bambina che mi piaceva, al contrario dei miei compagni che invece reprimevano quel sentimento, si sentivano irritati da quella cosa che nasceva dentro di loro e non sapevano come gestirla. Per questo, l’educazione riveste un ruolo fondamentale nel crescere bambini rispettosi e consapevoli”

afferma Turone. Tra le raccomandazioni della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, entrata in vigore nel 2014 e che obbliga gli Stati a trovare soluzioni efficaci per contrastare questi fenomeni, rientra infatti anche l’introduzione dell’insegnamento dell’educazione all’uguaglianza di genere nella scuola primaria e media inferiore.
Il messaggio, potente, che giunge dal palco è quello di intraprendere una battaglia su tutti i fronti
per diffondere la cultura del rispetto, insegnare l’“educazione affettiva” e raggiungere la parità giuridica tra uomo e donna. Un appuntamento imperdibile quello del 20 aprile a Fano, che invita tutti a impegnarci perché in futuro la violenza di genere sia solo un brutto ricordo.

Giuliano Turone è stato un magistrato dal 1969 al 2007 e si è occupato di criminalità mafiosa,
economica ed eversiva. Negli anni Settanta istruì il primo processo sulle attività criminali di Cosa
Nostra in Lombardia e arrestò il capomafia Luciano Liggio; insieme a Gherardo Colombo indagò
sulle vicende che portarono alla scoperta della loggia massonica P2. Attualmente insegna tecniche
dellʼinvestigazione allʼUniversità Cattolica di Milano e produce e rappresenta spettacoli di teatro
civile, una passione nata negli anni Novanta. È inoltre il creatore e il responsabile del sito internet
www.dantepoliglotta.it, con un archivio di circa 200 edizioni di traduzioni della Divina Commedia.

Alessandra Mandese ha conseguito il diploma di Attrice di prosa presso la scuola di Espressione
e Interpretazione scenica del Teatro Pubblico Pugliese di Bari, diretta da Orazio Costa Giovangigli,
e ha frequentato il DAMS di Bologna, specializzandosi in Teatro. Ha recitato in cortometraggi per il
cinema e in numerosi spettacoli teatrali; è insegnante di dizione e recitazione, conduttrice per un
programma radiofonico e speaker professionista. Presta la sua voce per documentari, redazionali,
spot pubblicitari per radio, TV e piattaforme multimediali.

Igor Grčko, nato a Fiume, in Croazia, ha frequentato l’Accademia di Arte Drammatica di Zagabria
e l’Università Grafica, studi che non ha potuto completare a causa della guerra. Arrivato in Italia, si
è fatto portavoce dei diritti dei profughi e nel 1991 ha esordito come regista teatrale. A Roma si è
iscritto all’Acting Training Studio, scuola per attori e registi, ha partecipato al seminario sul Teatro
Contemporaneo scelto da Mario Martone e successivamente ha fondato il Centro Formazione
Attori, accademia per attori professionisti. Attualmente è impegnato in diversi progetti teatrali.

Ottavo appuntamento della rassegna “Con le parole giuste”
E ‘l modo ancor m’offende. Storie di donne offese dalla violenza

Mercoledì 20 aprile – ore 18, Sala Verdi del Teatro della Fortuna
Spettacolo teatrale E ‘l modo ancor m’offende di Giuliano Turone, con Alessandra Mandese e GiulianoTurone. Regia di Igor Grcko. Ingresso gratuito

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