Discoteca: mons. Albanesi, adolescenti soli nel caos . Non offriamo loro null’altro che evasioni

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ROMA, 09 DIC – “Abbiamo perduto i nostri figli e nipoti, non offrendo loro nulla se non il godere di evasioni. Non la scuola, non la politica, non la famiglia, non la cultura, non la religione. Sono soli e per questo si radunano nel caos”. E’ questa la riflessione di mons. Vinicio Albanesi, fondatore della Comunità di Capodarco a Fermo, sulla tragedia della discoteca di Corinaldo. Nel corso della messa celebrata stamattina nella chiesa di San Marco alle paludi di Fermo il sacerdote ha detto: “Si rimane senza parole di fronte alla tragedia di Senigallia; dolore infinito per i ragazzi e per la mamma, ma anche per le famiglie che hanno perduto un figlio o una figlia”.

“Erano troppi quei ragazzi al concerto – sottolinea Albanesi – ma non solo per la questione dei biglietti oltre la capienza, ma erano troppi perché erano andati ad ascoltare sensazioni, emozioni e null’altro”. “Purtroppo – dice ancora il sacerdote – l’evento sarà offuscato dall’andare a cercare responsabilità di chi lo ha organizzato, abusando della loro solitudine”. Secondo mons. Albanesi, invece “la riflessione va portata agli adulti incapaci di offrire il senso della vita. Adulti a cui è sfuggito di mano ogni ideale”. “Sarebbe insopportabile che un dramma di tale proporzioni – prosegue – fosse ridotto a mancanza di organizzazione o a mente delittuosa o peggio ancora malata che non si è resa conto delle conseguenze di una tragedia”. “La vita di quelle creature – conclude il sacerdote – può essere collocata sulle stelle del cielo in questo tempo di Natale: per illuminare e riprendere il percorso di una storia seria e non solo adolescenziale, da offrire a chi verrà dopo di noi”.

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