PESARO URBINO – “Dopo l’emergenza di ferragosto due sono le cose chiare: a fare acqua è il nostro sistema idrico e le autobotti sono l’unico piano di riserva a disposizione. Senza interventi immediati e strutturali, di fatto ci affidiamo alla Provvidenza, preghiamo nella tenuta delle tubature e in un clima più mite. E’ ora di programmare e realizzare: individuare nuove fonti sotterranee, sviluppare sistemi di ricarica controllata delle falde, pulizia degli invasi e orientare gli utili di Marche Multiservizi verso una attività costante di monitoraggio, ricerca e progettazione, tutto per garantire al nostro territorio autosufficienza nei periodi più critici dell’anno senza lasciare a secco cittadini, attività commerciali e strutture turistiche”. Queste le principali azioni individuate dal sindaco di Mombaroccio Emanuele Petrucci, inviate al presidente AATO ed ai sindaci della provincia di Pesaro e Urbino, per scongiurare un’altra emergenza il prossimo anno. “D’estate aumentano i consumi, diminuiscono le entrate e le riserve non sono sufficienti. Il nostro punto debole è la dipendenza dalle acque superficiali e dagli invasi di San Lazzaro e Tavernelle”.
Quattro i punti fondamentali all’interno della proposta: “Il sistema di approvvigionamento basato sugli invasi di San Lazzaro e Tavernelle, a cui si aggiunge quello del Furlo come riserva, va integrato con nuove fonti sotterranee: collegare il pozzo di Sant’Anna, che serve la costa, alla rete acquedottistica e fare la stessa cosa con il pozzo del Burano rendendolo ad uso esclusivo delle aree interne, oggi dipendenti dalla sorgente di Peia sul monte Nerone. Seconda proposta: potenziare i serbatori naturali, le falde del Metauro e del Foglia, aumentando la loro capacità di accumulo durante i mesi di pioggia. Per il bacino del Metauro si può già incrementare il sistema esistente a Torno, mentre per il bacino del Foglia deve essere progettato un nuovo sistema di ricarica controllata dell’entrata e dell’uscita dell’acqua. Terza proposta, seppur prioritaria: rendere più efficienti gli invasi di San Lazzaro e soprattutto quello di Tavernelle”.
“Il loro ruolo di raccolta e conservazione di grandi masse di acqua è ridotto da un elevato livello di interrimento che ne diminuisce le capacità di approvvigionamento. E’ una priorità accelerare sulla riduzione delle perdite con interventi costanti di rimozione dei sedimenti e dei fanghi. Infine l’invaso di Mercatale ha un ruolo centrale contro il dissesto: la Protezione Civile regionale renda prioritaria la gestione delle piene. Mantenere spazio vuoto nell’invaso significa trattenere l’acqua nei momenti critici e mettere al sicuro la città di Pesaro da allagamenti devastanti”.
“Sono tutte azioni complementari che si possono mettere in campo nel breve periodo, e possibili solo attraverso il finanziamento stabile – attraverso gli utili – dell’attività di ricerca, monitoraggio e progettazione da parte di Marche Multiservizi”. Petrucci conclude: “In assemblea di AATO dovranno essere definite le priorità, e verificare se sia possibile realizzare, nella nostra provincia, un grande invaso o più invasi medio/piccoli. Ad oggi non disponiamo neppure di un’analisi geologica”.
Quattro i punti fondamentali all’interno della proposta: “Il sistema di approvvigionamento basato sugli invasi di San Lazzaro e Tavernelle, a cui si aggiunge quello del Furlo come riserva, va integrato con nuove fonti sotterranee: collegare il pozzo di Sant’Anna, che serve la costa, alla rete acquedottistica e fare la stessa cosa con il pozzo del Burano rendendolo ad uso esclusivo delle aree interne, oggi dipendenti dalla sorgente di Peia sul monte Nerone. Seconda proposta: potenziare i serbatori naturali, le falde del Metauro e del Foglia, aumentando la loro capacità di accumulo durante i mesi di pioggia. Per il bacino del Metauro si può già incrementare il sistema esistente a Torno, mentre per il bacino del Foglia deve essere progettato un nuovo sistema di ricarica controllata dell’entrata e dell’uscita dell’acqua. Terza proposta, seppur prioritaria: rendere più efficienti gli invasi di San Lazzaro e soprattutto quello di Tavernelle”.
“Il loro ruolo di raccolta e conservazione di grandi masse di acqua è ridotto da un elevato livello di interrimento che ne diminuisce le capacità di approvvigionamento. E’ una priorità accelerare sulla riduzione delle perdite con interventi costanti di rimozione dei sedimenti e dei fanghi. Infine l’invaso di Mercatale ha un ruolo centrale contro il dissesto: la Protezione Civile regionale renda prioritaria la gestione delle piene. Mantenere spazio vuoto nell’invaso significa trattenere l’acqua nei momenti critici e mettere al sicuro la città di Pesaro da allagamenti devastanti”.
“Sono tutte azioni complementari che si possono mettere in campo nel breve periodo, e possibili solo attraverso il finanziamento stabile – attraverso gli utili – dell’attività di ricerca, monitoraggio e progettazione da parte di Marche Multiservizi”. Petrucci conclude: “In assemblea di AATO dovranno essere definite le priorità, e verificare se sia possibile realizzare, nella nostra provincia, un grande invaso o più invasi medio/piccoli. Ad oggi non disponiamo neppure di un’analisi geologica”.





