Crisi: chiuse quasi 2.500 imprese in 7 anni nel Pesarese

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La crisi ha colpito pesantemente la provincia di Pesaro Urbino e in particolare l’artigianato. Lo conferma anche una indagine nazionale del Centro studi della Cna di Roma, secondo la quale la provincia si piazza al terzo posto in Italia: con un -17,9% si colloca al gradino più basso del podio delle peggiori dopo quella di Lucca (-20,2%) e Palermo (-18,2%). E’ quanto emerge dall’analisi dei dati relativi alle imprese artigiane diffusi da Movimprese per gli anni 2009 e 2016. Ora le imprese artigiane iscritte all’albo sono 11.282, Nel 2009 erano ben 13.745, questo significa che confrontando i numeri se ne sono perse 2.463 (quasi il 20%) in sette anni. “Questi dati – commenta il presidente della Cna di Pesaro Urbino Alberto Barilari -, non ci stupiscono. Che la nostra provincia, una delle più artigiane d’Italia potesse totalizzare numeri peggiori di altre, era prevedibile. Certo, piazzarsi al terzo posto nella classifica di quelle hanno perso più imprese a livello nazionale fa molto male, soprattutto pensando al grande patrimonio di micro e piccole imprese di cui era ricco il nostro territorio”. Per il segretario della Cna provinciale Moreno Bordoni “la crisi non è ancora alle spalle. Ci sono piccoli segnali confortanti nell’export e nella ripresa della manifattura. Ma non siamo ancora fuori dal tunnel. Anzi. I contraccolpi dovuti alla recessione ancora non sono finiti”.

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