Coronavirus, Mons. Dal Cin (Santa Casa di Loreto): questo non è un castigo di Dio

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Di seguito l’introduzione dell’Arcivescovo Delegato Pontificio di Loreto, Mons. Fabio Dal Cin, al Rosario recitato ieri sera in Santa Casa e trasmesso in diretta streaming per permettere a chiunque lo desiderasse la condivisione della preghiera mariana:

“Dalla Casa di Maria e dalle vostre Case uniamo le nostre preghiere!
Le rivolgiamo a Dio Padre con fiducia e confidenza di figli in questo momento di disorientamento e di paura di fronte ad eventi che pensavamo non potessero più ripetersi, dati i progressi della scienza e della medicina. Non è questo un Castigo di Dio!!!! Perché Dio non ci vuole fare del male. Le pareti di questa Santa Casa testimoniano l’amore di Dio che si è fatto uomo per fare casa con noi, a condividere in tutto fuorché nel peccato la nostra condizione umana. E condivide con ciascuno di noi ciò che stiamo provando in questo momento.
Una prova che ci fa toccare con mano la nostra fragilità personale e sociale. Non siamo dei padrieterni.

Tra divieti e chiusure, rinvii e quarantene, abbiamo iniziato la Quaresima. Tempo di grazia per tornare all’essenziale e lasciarci cambiare il cuore dal Signore.
L’Essenziale è Dio; ritrovare e rendere più solida la nostra relazione con Dio nostro Padre, che ci ama e ci sostiene nel suo amore, questo dobbiamo anzitutto recuperare.
Cristo è venuto nel mondo non per condannare, per castigare, ma per salvare il mondo. Abbiamo bisogno di ripartire da Cristo Salvatore, ci dice la Quaresima, per non lasciarci contagiare la testa e il cuore dai virus mortali dell’indifferenza, dell’egoismo, della corruzione e della superbia: il virus di chi si preoccupa solo di sé e va in panico se alcune delle sue sicurezze vacillano.
Con Cristo Salvatore e con Maria nostra Madre anche dall’esperienza che stiamo vivendo del contagio possiamo imparare a stare nel disagio, nelle difficoltà, senza cadere nel panico.

Possiamo imparare ad abitare la realtà, per quanto estrema, cogliendo l’occasione di vivere realmente, rendendoci conto che siamo tutti collegati, tutti siamo nella stessa barca; che da soli non si va da nessuna parte; che solo cercando di fare il bene che possiamo fare, possiamo stare tutti un po’ meglio!
Preghiamo allora per tutti gli ammalati, per chi sta vivendo i disagi di questo particolare momento; per i più fragili colpiti dal virus e per le loro famiglie e per tutti coloro che con generosità e dedizione si stanno adoperando per fronteggiare l’emergenza.

Preghiamo anche perché ci sia dato di aprire occhi, mente e cuore per accorgerci di chi sta peggio di noi anche perché non ha i mezzi di cui noi disponiamo! Pensiamo ad esempio alla martoriata Siria e alla vicina Libia; a ciò che sta accadendo in tante parti del mondo… nel Corno d’Africa, con gli sciami di locuste che stanno distruggendo i raccolti: lì non ci sono supermercati da assaltare o camion di viveri e di medicine per soccorrere tanti nostri fratelli e sorelle!
Torniamo a Dio, ci invita la Quaresima, torniamo all’essenziale! Abbandoniamo in questo momento – difficile davvero ma non così drammatico come altri dolorosi eventi che accadono nel mondo – ogni forma di interesse di parte, che sia di destra, di sinistra o quant’altro, per occuparci invece di quella che è davvero la salute e il bene di tutti, soprattutto dei più deboli.

Affrontiamo la vita, con la certezza che Gesù sta passando in mezzo a noi e sta sanando e guarendo soprattutto i cuori e le menti, se gli apriamo la porta della nostra vita.
Lo facciamo adesso con la preghiera umile e fiduciosa! Questa non è magia! Ma è trovare in Dio il senso di tutto ciò che stiamo vivendo in questo momento. Ci aiuti Maria, che ci è sorella e Madre nella fede. A Lei ci rivolgiamo sapendo che più forte del corona virus è la Corona del Rosario.”

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