Coronavirus, Conte infuriato con Ceriscioli per l’ordinanza sulle scuole

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E’ polemica a distanza tra il Premier Giuseppe Conte e il Governatore delle Marche Luca Ceriscioli. L’ordinanza delle Marche per la chiusura delle scuole non rispetta la linea concordata oggi con le regioni che sono fuori dall’area del contagio. E’ quanto spiegano fonti di governo. Tra l’esecutivo e il governatore sarebbero in corso contatti per cercare una soluzione. Ma, se Ceriscioli portasse fino in fondo la sua decisione, il governo potrebbe anche decidere di impugnarla. Fonti ben informate raccontano di un Conte infuriato.

A SkyTg24 anche Angelo Borrelli della Protezione Civile ha espresso delle critiche nei confronti del governatore delle Marche: “Ho sentito il presidente  Ceriscioli anche nel corso del pomeriggio. Non condivido questa scelta, è una scelta della Regione. Si sta operando per emanare questa ordinanza per tutte le regioni in cui non ci sono casi positivi e in cui si adotterà una regola comune anche per garantire ai cittadini un orientamento uniforme ed evitare la confusione”.

Il Governo impugnerà l’ordinanza di Ceriscioli

Il governo ha deciso di impugnare l’ordinanza della Regione Marche che dispone la chiusura delle scuole fino al 4 marzo in conseguenza dell’emergenza Coronavirus. La decisione, a quanto si apprende, sarebbe stata assunta in Consiglio dei ministri.

Gli assessori difendono la scelta di emanare l’ordinanza

Ritengo che Ceriscioli abbia fatto bene, quando si parla di prevenzione significa dare maggiore sicurezza ai marchigiani”. Lo dice all’ANSA l’assessore regionale a Turismo e Cultura delle Marche Moreno Pieroni, dopo il varo dell’ordinanza del governatore Ceriscioli che ha chiuso le scuole, l’attività delle Università, musei e biblioteche manifestazioni pubbliche fino al 4 marzo. “Mi sembrano inopportune e gravi le dichiarazione di alcuni ministri – insiste Pieroni -, che ancora una volta, come è già successo per il terremoto, cercano di prevaricare il presidente della Regione Marche. Questa ordinanza era attesa dai marchigiani, credo che il governo non debba fare nessuna opposizione rispetto alle aspettative dei marchigiani. Basta con le ingerenze romane”.

“Ho detto che non avrei fatto un passo indietro”

“L’ultimo contatto col Governo è stato col ministro Boccia, che mi ha annunciava il provvedimento del Governo che avrebbe impugnato il mio. Ho detto che non avrei fatto un passo indietro”. Così il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli a Sky TG24. Il governatore ha spiegato che la decisione di chiudere le scuole nelle Marche non è una scelta politica, ma “nasce da un tavolo tecnico fatto da professionisti. Ho seguito le indicazioni che mi hanno dato”. “Nella situazione in cui ci siamo trovati – ha spiegato Ceriscioli -, esattamente al pari di come hanno fatto altre Regioni in piena autonomia, una serie di comportamenti avrebbero aiutato e messo in sicurezza la popolazione. Scelte suffragate dai tecnici, non di natura politica, che ho accolto e appoggiato. La durata è più meno la stessa delle altre Regioni. Ho scuole al confine con Cattolica, il paradosso sarebbe stato lasciare aperte le scuole al confine e chiuse quelle di Bologna. Trovo molto razionale il mio comportamento”. “La mancanza di omogeneità – ha proseguito – è anche il frutto di un coordinamento non riuscito. Applico nella mia Regione quello che il Governo ha sottoscritto con Liguria e Friuli. Non vedo contrasto col Governo. Il contrasto lo crea il Governo nella misura in cui vuole applicare comportamenti disomogenei. Quando Liguria e Friuli hanno fatto i provvedimenti non c’erano casi nelle regioni”. (ANSA).

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