Confcommercio: “Sicuri che chiudere i negozi sia la soluzione giusta?”

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FANO – E’ quello che si chiede la Confcommercio di Pesaro e Urbino di fronte alle nuove, ulteriori restrizioni che impatteranno in maniera devastante su interi comparti del terziario, sul commercio, sui pubblici esercizi e sulle attività turistiche della nostra Provincia”.

Siamo molto preoccupati: le nuove, ulteriori restrizioni si riverseranno in maniera devastante su interi comparti del commercio e ristorazione della nostra Provincia e Regione“. E’ il commento di Barbara Marcolini Vice Presidente prov.le e della Città di Fano di Confcommercio.

Parliamo di uno scenario di cui è facile prevedere le conseguenze negative – prosegue Barbara Marcolini –  infatti già le anticipazioni indiscriminate sui nuovi provvedimenti hanno avuto il solo effetto di generare, da una parte, rabbia e smarrimento tra gli imprenditori e dall’altra disorientamento e mancanza di fiducia tra i consumatori. Il risultato? Anche chi poteva restare aperto in queste settimane ha lavorato pochissimo. “La mancanza di chiarezza – continua il dirigente di Confcommercio  – ha impattato fortemente su categorie che, benché abbiano investito molto per la sicurezza della propria attività e dei clienti sono state, per tutta risposta, spiazzate e confuse da uno stillicidio di provvedimenti in poco più di due settimane“.

“Al primo posto va messa sempre la salute dei cittadini, dei clienti, degli addetti, degli imprenditori e delle loro famiglie, ma è difficile digerire questi provvedimenti quando abbiamo investito importanti risorse per andare avanti con coraggio, rispettando protocolli e linee guida per la sicurezza e digitalizzando le nostre aziende.

“C’è stato tutto il tempo per poter valutare possibili scenari ed interventi alternativi. Ma non li abbiamo visti. C’è stata un’inefficienza che alla fine pagheremo noi. Le nostre attività non riescono a stare aperte senza prospettive, vanno aiutate. Servono contributi a fondo perduto, credito d’imposta per gli affitti, condono tombale sui versamenti tributari e contributivi del 2020 e una moratoria per tutto il 2021, detassazione o rottamazione dei magazzini per superare il grande problema delle rimanenze, sospensione dei mutui e dei leasing bancari e prosecuzione della cassa integrazione fino a tutto il 2021”,

“Bisogna mantenere la guardia alta nei confronti dell’epidemia. Ma ritardi ed errori pesano tanto e hanno contribuito a trasformare l’emergenza sanitaria in emergenza economica e sociale. Perché la soluzione di ultima istanza del ‘più chiusure’ innesca il rischio della chiusura definitiva per decine di migliaia di imprese ed il rischio della disoccupazione per centinaia di migliaia di addetti con il rischio di consolidare sempre più gli acquisti on line a favore di quelle multinazionali che ricordiamo non pagano un euro di tasse sul nostro territorio”.

Tutti i settori colpiti  hanno bisogno di interventi di sostegno immediati sicuramente alcune categorie sono più penalizzate di altre ma non dimentichiamoci che una città vuota ricade su tutte le attività anche quelle che potenzialmente possono continuare a lavorare. Gli imprenditori non sono rassegnati, ma hanno bisogno di traguardi e obiettivi. Il periodo che ci aspetta è cruciale, se non ci attrezziamo rischiamo di bruciare i consumi del Natale, e non possiamo permettercelo“.

Barbara Marcolini Presidente Confcommercio Fano

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