Coldiretti Pesaro, il lavoro procede con la continuità: confermato Di Sante alla presidenza

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PESARO – La fauna selvatica, lo snellimento della burocrazia e il ritardo nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni. Tanti temi cari agli agricoltori da continuare ad affrontare fin da subito. Tommaso Di Sante, già presidente regionale di Coldiretti, è stato confermato alla guida della Federazione di Pesaro Urbino per il prossimo quinquennio. Lo ha deciso all’unanimità l’assemblea che si è riunita ieri, lunedì 23 aprile, al Santuario del Pelingo di Acqualagna. Di Sante sarà affiancato dal vicepresidente Francesco Fulvi e dal direttivo composto da Davide Formica, Marzio Massi, Marco Bastianino Pittalis Bastianino, Domenico Romanini, Mariano Delà, Giuseppe Paci, Davide Rossi, Goffredo Grottoli, Daniele Martelli, Alessandro Berloni e Simone Pagliari. Fanno parte di diritto dell’assemblea anche Maurizio Mauri, Giuditta Mercurio e Luca Tenti, rispettivamente presidenti provinciali di Federpensionati, Donne Impresa e Giovani Impresa. Nel corso dell’assemblea, alla quale hanno preso parte anche Enzo Bottos e Paolo De Cesare, rispettivamente direttore regionale e provinciale di Pesaro Urbino, sono stati toccati vari temi dell’agenda Coldiretti. Che non si limita alle politiche agricole ma va a toccare anche tutti gli aspetti connessi come la tutela dell’ambiente, l’economia, l’interesse dei consumatori sempre più attenti alla trasparenza e alla legalità quando si parla di cibo. Coldiretti Pesaro Urbino è impegnata, anche a livello regionale, nella discussione con la Regione Marche per avere risposte concrete per quel che concerne la gestione della fauna selvatica, ora fuori controllo, per bandi Psr sempre più orientati e tarati sulle reali necessità delle aziende agricole e per risolvere la problematica degli inaccettabili ritardi nei pagamenti delle misure a superficie del Psr. “Abbamo necessità – ha detto Di Sante – di snellire le procedure burocratiche per accedere ai fondi strutturali perché sono un grande contributo per le imprese. Prima di parlare di internazionalizzazione dobbiamo organizzarci all’interno. Sui selvatici la Regione non dà ancora risposte e per questo manteniamo la nostra mobilitazione: le imprese non vogliono i rimborsi ma chiedono di poter essere messe in grado di svilupparsi e fare progetti aziendali senza essere in balia degli eventi. Vogli ringraziare il direttivo uscente e augurare buon lavoro a quello eletto al quale si sono avvicinati molti giovani. Come presidente non voglio essere un uomo solo al comando ma dare importanza a tutta la squadra che si è creata. Insieme dobbiamo cercare costantemente il dialogo con il territorio e promuovere l’agricoltura quale progetto culturale. È importante per tutta la collettività mantenere centralità del nostro settore nell’agenda politica della Regione e dello stesso Paese. I nostri territori vivono ancora un lieve declino economico e l’agricoltura può traghettare questo periodo viste le opportunità che può e deve avere anche nei confronti del turismo e di altri settori economici importanti”

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