Centrodestra: “Crollo del consenso, da Biancani due anni di caos, tasse e disorganizzazione”

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PESARO – “Consenso crollato dopo due anni di governo disastrosi che stanno facendo retrocedere la città. Il dato diffuso da Il Sole 24 Ore, che certifica un crollo dell’8,1% del consenso della giunta guidata dal sindaco Biancani in soli due anni, rappresenta un segnale politico inequivocabile di una città che sta progressivamente perdendo fiducia nella propria amministrazione. Un arretramento significativo che non sorprende e che appare la diretta conseguenza di due anni caratterizzati da confusione, delegittimazione degli assessori, disorganizzazione e assenza totale di strategia”.

 

Lo dichiarano in una nota i consiglieri comunali Lanzi e Marchionni (Pesaro Svolta), Redaelli, Boresta, Canciani, Corsini e Malandrino (Fratelli d’Italia), Andreolli (Lega), Marinucci, Dallasta e Bartolomei (Forza Italia).

“Quella di Biancani è la giunta delle tasse con un quadro di aumenti diffusi che ha interessato le principali leve tributarie e tariffarie: IRPEF, IMU, tassa di soggiorno, parcheggi e servizi comunali, a cui si sommano incrementi su tariffa idrica e TARI. Un insieme di misure che ha aggravato il peso su famiglie e attività economiche senza un corrispondente miglioramento dei servizi. Ma gli aumenti delle tasse non sono l’unica scelta sbagliata di questa amministrazione. Come dimenticare gli episodi che hanno danneggiato l’immagine della città, come la vicenda del “Pavarotti ibernato”, che ha ridicolizzato Pesaro a livello nazionale e internazionale, così come la piazza rimasta al buio anche durante il periodo natalizio, simbolo di una gestione superficiale e inefficiente. A questo si aggiungono scelte discutibili e costose come i 140.000 euro per tre anni destinati alla cosiddetta “biosfera” in piazza, giudicata inutile e utilizzata anche per la proiezione di pubblicità scadute, e i 50.000 euro annui per il giornale “CON”, strumento di propaganda che non produce alcun valore reale per la città. Come non ricordare inoltre il caos sulla vicenda della Vuelle sfrattata dal Palas durante i play off, o le forti tensioni con le maestre e il personale scolastico, che hanno protestato contro scelte assunte senza adeguato confronto? O le continue riorganizzazioni interne, i cambi di competenze e una gestione del personale segnata da continue dimissioni e da una governance instabile, incapace di garantire continuità ed efficienza? A ciò si aggiungono anche i continui dietrofront sulle scelte, dal “puzzle” delle scuole e delle loro alienazioni, fino ai cambi di strategia sullo stadio, gestiti senza condivisione e senza una chiara progettualità per non parlare delle manutenzioni inesistenti a strade e verde pubblico”.

“Il tutto si inserisce in un contesto di costante conflitto politico con Governo e Regione, portato avanti con logiche di scontro più che di collaborazione istituzionale, che ha finito per isolare Pesaro invece di rafforzarne il ruolo. Analogo atteggiamento di scontro si registra nei confronti delle categorie economiche, costrette a subire decisioni calate dall’alto e sistematicamente bollate come “lamentose” invece di essere ascoltate e coinvolte. E dietro tutto questo pesa l’ombra di “affidopoli”, vicenda dove si è scelto, al di là dell’aspetto giudiziario, di non assumersi alcuna responsabilità e di scaricare tutto su dipendenti e dirigenti”

“Dopo due anni emerge l’immagine di un sindaco e di una giunta priva di idee, che gestisce l’ordinario come fosse straordinario, autoreferenziale, incapace di ascolto e di condivisione. In mezzo a una città ferma che arranca, l’amministrazione pensa solo a propaganda e selfie. I dati ufficiali de Il Sole 24 Ore certificano il fallimento”.

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