FANO – Imparare giocando è da sempre la filosofia dei Centri Estivi Sportivi Jump. Ma la cosa più importante è che questa filosofia la possano abbracciare tutti. Per questo è importante fare il possibile per favorire l’inclusione, abbattendo fino all’ultima barriera anche attraverso progetti come ‘Facciamo Rete’ e ‘Responsabilità’, la cui peculiarità è quella di tenere la persona sempre al centro. Nessuna esclusa.
L’attenzione verso il singolo rappresenta il cuore pulsante di entrambe le iniziative, rese possibili grazie alla collaborazione tra la Cooperativa sociale Polis, ASI Comitato regionale Marche, AGFI, Servizi Sociali del Comune di Fano, Fondazione Carifano e Biciclette Eusebi. Unendo le forze, con Facciamo Rete si è riusciti anche quest’anno a garantire un’importante copertura educativa, durante il periodo estivo, a quindici famiglie del territorio, o meglio a quindici giovani under 14 con disabilità che frequentano i centri estivi Jump. Grazie al progetto “Facciamo Rete” è stato possibile garantire complessivamente 570 ore aggiuntive di assistenza educativa: 330 ore messe a disposizione attraverso il progetto e ulteriori 240 ore finanziate direttamente dai Servizi Sociali del Comune di Fano. Un supporto che non sostituisce, ma si aggiunge alle ore di educativa già assegnate ordinariamente dai Servizi Sociali a ciascun bambino, permettendo così una presenza più ampia e continuativa durante il periodo estivo. Inoltre, quattro ragazzini hanno potuto partecipare insieme ai loro coetanei alla ormai tradizionale “notte in tenda”, vivendo un’esperienza di crescita, divertimento e autonomia particolarmente significativa sia per loro sia per le rispettive famiglie.
Lo stesso spirito anima il progetto “Responsabilità”, rivolto a ragazzi con disabilità tra i 15 e i 30 anni, ai quali Polis ha scelto di affidare un ruolo decisamente più attivo all’interno dei centri estivi Jump. Una vera e propria responsabilità, appunto, facendo indossare loro una delle ormai famose maglie gialle che contraddistinguono gli aiuto-istruttori dei centri estivi Jump. Per il loro impegno è stato previsto anche un piccolo compenso: una retribuzione simbolica, ma significativa, pensata per riconoscere il valore del ruolo svolto, rafforzare il senso di responsabilità e farli sentire parte integrante del gruppo.
Due iniziative, due facce della stessa medaglia. L’obiettivo è incentivare la socialità e il processo di integrazione, fornendo un aiuto concreto anche alle famiglie dei ragazzi coinvolti in un periodo particolare dell’anno, quello in cui le scuole sono chiuse. Venerdì 7 agosto, alla scuola dell’infanzia Zizzi del quartiere Sant’Orso di Fano, sede di uno dei Mini Jump, l’assessore ai Servizi educativi Loredana Maghernino ha potuto constatare in prima persona il valore dei due progetti, osservando il lavoro degli educatori e l’impegno di questi speciali aiuto-istruttori. Un momento di condivisione tra i promotori dei progetti e le istituzioni, utile anche a dare ulteriore slancio a queste iniziative dall’elevato valore sociale ed educativo.
“Questi progetti – ha dichiarato Francesca Petrini, Presidente Centri estivi JUMP – nascono dalla volontà di offrire a ogni ragazzo non soltanto assistenza, ma reali occasioni di partecipazione, autonomia e crescita. Crediamo in una comunità nella quale le famiglie non debbano sentirsi sole e nella quale ciascuno, mettendo a disposizione ciò che può, contribuisca a sostenere anche gli altri. L’inclusione non deve rimanere un principio astratto, ma tradursi in esperienze concrete, relazioni e opportunità”.
“Si tratta di progetti molto significativi – ha spiegato l’assessore ai Servizi Sociali Lucia Tarsi – attraverso cui pubblico e privato si mettono insieme per accompagnare le famiglie durante il periodo estivo, quando le scuole sono chiuse. Insieme è stata trovata una sintesi che ha permesso di incrementare le ore di educativa a favore di alcuni bimbi con disabilità indicati preventivamente dai servizi sociali. Un’iniziativa che consente a questi ragazzi di stare insieme, giocare e divertirsi, mentre le famiglie possono svolgere serenamente le loro attività quotidiane sapendo che i loro figli sono in ottime mani”.
Anche l’assessore ai Servizi Educativi Loredana Maghernino ha ricordato quanto i centri estivi svolgano un ruolo fondamentale per le famiglie. “Un supporto di continuità dopo la chiusura delle scuole – ha commentato -, ed è soprattutto per questo che forniamo loro tutte le strutture e il supporto di cui necessitano. Trovo inoltre molto bello il fatto che, in questi progetti, vengano coinvolti anche gli stessi ragazzi che hanno già frequentato in passato i centri estivi Jump, diventando un elemento di supporto per le attività di oggi”.
















