FANO – Una nuova vita per un luogo che ha fatto parte della storia di Fenile e che oggi torna ad aprire le sue porte alla comunità. È stato inaugurato ieri, giovedì 29 ottobre, Casa Ines, il nuovo Centro Socio Culturale promosso dalla Fondazione Carifano, realizzato al piano terra dell’immobile che per decenni ha ospitato lo storico Ristorante Ines, in via Girardengo 4.
Una cerimonia partecipata e carica di emozione, alla presenza delle autorità, dei rappresentanti delle associazioni e di numerosi cittadini, che ha segnato il raggiungimento di un importante traguardo per il quartiere. All’inaugurazione ha preso parte anche il Vescovo di Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola, monsignor Andrea Andreozzi.
Il progetto nasce dal gesto di generosità di Marziana Orazietti che, nell’ottobre 2025, per volontà e in ricordo della madre Ines Gambini, storica ristoratrice di Fenile, ha donato l’immobile alla Fondazione Carifano, affinché potesse essere restituito alla collettività e destinato a finalità sociali e culturali. Un desiderio che, a distanza di un anno, è diventato realtà grazie agli interventi di manutenzione straordinaria e riqualificazione realizzati interamente a cura e spese della Fondazione.
Nel suo intervento, il presidente della Fondazione Carifano, Giorgio Gragnola, ha posto l’accento sul valore profondo del dono e sul significato che gesti come quello compiuto dalla famiglia di Marziana Orazietti assumono per l’intera comunità. Una scelta di grande generosità, che merita riconoscenza e un particolare riconoscimento, perché capace di trasformare un bene privato in un’opportunità collettiva. Il presidente ha sottolineato come la donazione rappresenti non soltanto un atto di altruismo, ma anche un esempio concreto di attenzione verso il territorio e le generazioni future, al quale la Fondazione ha voluto dare seguito attraverso un intervento capace di valorizzarne pienamente le finalità. Ma il vero successo di Casa Ines, ha evidenziato Gragnola, dipenderà soprattutto dalla capacità della comunità di contribuire attivamente alla sua vita. In questo caso, infatti, non sarà ciò che ciascuno potrà ricevere a determinarne il valore, ma ciò che sarà disposto a dare: tempo, idee, energie e disponibilità verso gli altri. Perché soltanto attraverso il contributo di tutti questo spazio potrà diventare una vera casa della comunità.
Il sindaco di Fano, Luca Serfilippi, ha espresso il ringraziamento dell’Amministrazione comunale alla famiglia Orazietti per la donazione e alla Fondazione Carifano per aver investito nella riqualificazione dell’immobile, evidenziando l’importanza di mettere a disposizione di Fenile un nuovo punto di riferimento per la vita sociale del quartiere. Uno spazio di aggregazione che mancava e la cui assenza, negli anni, era stata colmata soprattutto grazie all’impegno della parrocchia, da sempre luogo di incontro e riferimento per i residenti. Casa Ines rappresenta quindi un’opportunità per ampliare le occasioni di socialità, partecipazione e collaborazione tra le diverse realtà del territorio.
Un ringraziamento a tutte le persone e alle realtà che hanno contribuito alla realizzazione del progetto è arrivato anche dalla presidente dell’associazione Connessioni APS Maria Cristina Armini e dal segretario Gabriele Darpetti, alla quale è affidata la gestione del nuovo Centro Socio Culturale. Un risultato importante, reso possibile dall’impegno condiviso di quanti hanno creduto nella possibilità di restituire alla comunità uno spazio da vivere e valorizzare attraverso attività, incontri e iniziative.
Particolarmente toccante è stato infine l’intervento della famiglia di Marziana Orazietti, presente insieme ai figli Simona e Cristian Flenghi, che ha vissuto con profonda emozione e commozione il momento dell’inaugurazione. La realizzazione di Casa Ines rappresenta il compimento del desiderio della storica ristoratrice: continuare a vedere quel luogo, al quale aveva dedicato tanta parte della propria vita, frequentato e amato dalle persone. L’augurio espresso dalla famiglia è che questa nuova vita dell’ex ristorante possa trasformarlo davvero nella casa di tutti, un luogo aperto, accogliente e capace di custodire lo spirito di ospitalità che lo ha sempre contraddistinto.

