Carnevale 2018: “La trasparenza non rimanda e non demanda”

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FANO – Aumenta gli interrogativi il fatto che a rispondere alle legittime domande e richieste di trasparenza all’Ente Carnevalesca e al Comune sia il carrista presidente della Associazione Carristi Fanesi, la cui moglie è nel CdA della Carnevalesca: segno inequivocabile della liaison tra ACF e Carnevalesca per cui i ruoli sono intercambiabili.
Cifre, date, dichiarazioni tra Carnevalesca, Comune e ora ACF non dissipano le ombre e le opacità.
E torniamo a chiedere che a rispondere siano Carnevalesca e Comune con l’evidenza dei documenti. Nero su bianco.
1) Carro “Rossini”
Qual è l’importo esatto? Che data riporta il contratto tra Carnevalesca e ACF che ha realizzato il carro?
ACF inizia i lavori a metà ottobre 2017. Senza un contratto? Nel caso, tra l’altro fuori dalla prassi, con quali garanzie e coperture economiche per gli operatori? Se il costo iniziale conosciuto (interamente a carico del Comune di Pesaro come riferito nell’incontro con la Carnevalesca in data 7 ottobre 2017) era di 60.000 € (iva inclusa) come e perché è lievitato a 74.000 € come dichiarato da Carnevalesca e ACF?
Come e perché il protocollo d’intesa con data 16 gennaio 2018 (12 giorni prima dell’inizio del Carnevale) riporta la somma di 85.400 € superiore a quanto dichiarato da ACF il cui contratto deve essere per forza antecedente (di regola prima dell’inizio dei lavori stessi) e con altra cifra?
Nel protocollo (art. 2) l’accordo prevede che la quota di Pesaro sia girata al Comune di Fano che, insieme alla sua parte, la rigira alla Carnevalesca come avviene di norma.
Quindi la Carnevalesca DE FACTO darà 85.400 € (o 74.000?) + 6.000 € (ripristino 2 vecchi carri) all’ACF. Nella più totale iniquità di distribuzione delle risorse tra gruppi: a Fantagruel 16.000 €, all’ACF 91.400 € (o se 80.000 € poco cambia).
Nel 2017 con la stessa cifra di 90.000 € sono stati realizzati 3 carri, offrendo un corso mascherato quasi completamente rinnovato.
2) Progetto carro “Rossini”
Una Carnevalesca seria e autorevole era tenuta ad indire una gara di bozzetti tra operatori Carristi sul tema “Rossini” visto l’interesse di Pesaro per il co-finanziamento di un carro perché di soldi pubblici si parla.
Ben ha fatto quindi un carrista a rifiutare di eseguire il progetto di altro nel rispetto del valore autoriale personale e professionale.
3) Conflitto interessi
La vice-Presidente della Carnevalesca moglie del Presidente dell’ACF è solo la ciliegina sulla torta del conflitto di interesse. Tutta la maggioranza della Carnevalesca (12/18) è espressione e figlia della cordata organizzata da ACF per entrare nella Carnevalesca. Una vera e propria OPA sul Carnevale. Una situazione che non è garanzia di imparzialità per tutti gli operatori.
Nel caso specifico poi la vice-Presidente siede nel CdA e prende decisioni, poi ratificate dal consiglio, certamente non solo in merito al suo settore. Per le sole questioni di opportunità e buonsenso la Carnevalesca dovrebbe almeno operare un rimpasto in seno al CdA.
4) Gommapiuma per caso
Alcuni soci di Gommapiuma per caso hanno offerto a titolo personale la propria collaborazione per la realizzazione del carro dello sponsor Pesce Azzurro. Quindi non esiste alcun conflitto essendo la realizzazione finanziata con soldi privati e fuori dalla Carnevalesca.
5) Ipocrisia
Suonano ipocrite le parole di chi lamenta trattamenti economici e di lavoro ai limiti (5€/h). Hanno avuto un budget di 91.400 € (o 80.000 €) a fronte dei 16.000 € di Fantagruel. Di che cosa parlano?
Hanno anche avuto la possibilità di far crescere il loro gruppo a differenza di Fantagruel che con le risorse a disposizione non ha potuto farlo.
Le disparità di trattamento sono inaccettabili, impossibili solo da pensare in altri Carnevali e organizzazioni.
6) Conferenza stampa
La conferenza stampa Carnevalesca-Comune è stata rinviata, causa neve, a data da destinarsi. Aspettiamo di conoscere la data e di poter visionare tutti i documenti perché si faccia chiarezza su un’edizione del Carnevale a dir poco viziata. Non saranno certo quattro coriandoli di neve a far cadere una cortina di silenzio sui conti e le criticità.
L’attuale governance della Carnevalesca esce fortemente screditata per la confusione, improvvisazione e “pressapochismo” della gestione.
Per questo si rinnova la richiesta di un confronto serio e trasparente coordinato dal Comune di Fano per scrivere le regole valide per tutti, per il presente e per il futuro, in comune accordo.
E poco importa se ACF non intende partecipare, segno inequivocabile del conflitto interessi di chi vuole difendere solo i propri.
Il Carnevale è patrimonio della città.

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