PESARO, 11 ottobre – La Biosfera, uno dei simboli di Pesaro Capitale italiana della Cultura 2024, finisce all’attenzione della magistratura. Come racconta oggi il Corriere Adriatico, la Procura ha aperto un fascicolo dopo gli esposti presentati dai consiglieri comunali di opposizione di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Pesaro Svolta e Gruppo Misto. La Guardia di Finanza è stata incaricata di svolgere accertamenti e acquisire documentazione per approfondire alcune presunte irregolarità nelle procedure di affidamento e nei costi dell’opera. Al momento, è bene precisarlo, non ci sono indagati né ipotesi di reato. Il fascicolo è stato aperto con modello 45, utilizzato proprio per valutare segnalazioni che, allo stato, non costituiscono notizia di reato.
Quali sono i punti sollevati dall’opposizione? Il primo riguarda l’affidamento del progetto, con un solo operatore invitato alla procedura: la società Artifact, che risulta essere stata attivata alla Camera di Commercio sei giorni dopo l’aggiudicazione. Poi c’è la questione dei costi: la base di gara era di 650mila euro più Iva, mentre pochi mesi prima lo stesso progetto sarebbe stato stimato in circa 258mila euro più Iva. Tra gli aspetti segnalati figura anche un documento secondo cui la struttura sarebbe stata ordinata il 18 ottobre 2023, proprio nel giorno in cui il Comune avviava la procedura di gara.
Infine, l’ulteriore affidamento alla stessa società, per 141mila euro, relativo alla manutenzione e allo sviluppo della Biosfera fino al 2027. Il Comune, dal canto suo, ha già difeso il proprio operato, sostenendo la regolarità delle procedure e ricordando che l’intervento rientra nel progetto Cte Square, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Adesso saranno gli accertamenti della Guardia di Finanza a contribuire a chiarire i passaggi contestati.

