Bene Comune: “Va abolito il fondo perdite di Aset Spa”

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FANO – “Nella provincia vi è una disciplina unica per le “perdite occulte”, tranne che nella zona coperta da Aset. Anche questa sarebbe migliorabile, per es. applicando alle perdite la tariffa agevolata di euro 0,78 al metro cubo e non la più costosa tariffa base, 1,19 al metro cubo. Tale regolamentazione ha comunque il vantaggio, rispetto a quella applicata da Aset, di essere più favorevole per i cittadini e non discriminatoria .
In caso di “consumo anomalo”, cioè superiore ad almeno il 50% della media dei consumi dei corrispondenti periodi, viene temporaneamente sospesa l’emissione della fattura e gli utenti sono chiamati ad una tempestiva ricerca e riparazione della rottura e a fare una segnalazione al gestore e all’autorità di controllo. Si procede alla “ricostruzione dei consumi”. Successivamente si fattura solo il 50% del consumo anomalo con applicazione della tariffa base e con esclusione della quota di tariffa relativa al servizio di fognatura e depurazione.
Il regolamento del Fondo di Aset è invece peggiorativo perché nel caso di perdita relativa a più periodi di fatturazione viene rimborsato il solo maggior consumo dell’ultimo periodo, mentre le perdite del primo periodo anomalo concorrono nel calcolo della media dei consumi.
La storia in breve è questa. L’Autorità regolatoria (cioè l’Assemblea consortile di tutti i sindaci della provincia) ha deciso con delibera n. 19 del 23.12.2009 una disciplina uniforme per tutto il territorio da attuare entro il 31.12.2010 che avrebbe superato i fondi di garanzia in tutta la provincia. Ma ad un anno dalla delibera con nota n.1315 del 19.11.2010 Aset chiedeva la non applicazione lamentando difficoltà operative e “motivazioni legate agli incrementi tariffari necessari a coprire i costi”.
L’Autorità regolatoria ha allora confermato il proprio regolamento già deciso escludendo però l’area gestita da Aset. Ha deliberato comunque di contenere questa deroga al tempo necessario al superamento delle problematiche di tipo tariffario che avevano originato la richiesta, non oltre il 2012. Invece il pasticcio è stato “di fatto” prorogato, “sine die”, forse per dimenticanza dell’Autorità regolatoria, ma sicuramente per volontà di Aset. E nel frattempo, negli ultimi 5 anni, le tariffe sono aumentate complessivamente del 27%.
Così anziché avere una regola unica abbiamo tre regole: la prima, quella generale e meno onerosa, applicata in gran parte della provincia, che non prevede l’esistenza di alcun fondo; la seconda, peggiorativa, prevista dal Fondo volontario di Aset; la terza per gli utenti di Aset che non hanno aderito al fondo, secondo la quale l’eccedenza è pagata 2,43 euro a metro cubo anziché 1,19 come nel resto della provincia.
Bene Comune ritiene che tutti i cittadini della provincia vadano trattati nello stesso modo, a pari condizioni e ritiene assurda la segmentazione oggi esistente, che va pertanto abolita.
A questo punto chiediamo se la giunta Seri vigila o no e se ha niente da dire in questa vicenda. Vuole tutelare gli utenti deboli o vuole che la sua partecipata continui a distribuire utili ai comuni soci emettendo salate fatture relative a perdite occulte sulla pelle dei cittadini?”.

BENE COMUNE

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