E’ compito della politica affrontare e risolvere, nell’ambito delle norme e dell’ordinamento, le questioni spinose che si verificano sui territori. Noi, esponenti di Base Popolare, non possiamo non esprimere viva preoccupazione e sgomento per i fatti riportati dalla stampa, oggetto di indagine da parte della Magistratura, che vedono coinvolti imprenditori, funzionari ed esponenti politici che hanno o hanno avuto ruoli importanti nell’amministrazione delle Marche. Siamo certi e fiduciosi che la giustizia farà chiarezza sulla natura dei fatti sotto indagine e che la stessa sanzionerà adeguatamente gli autori. In parallelo, però, non possiamo tacere e stigmatizzare il comportamento e le speculazioni politiche che alcuni esponenti dell’opposizione in consiglio regionale stanno facendo di questa vicenda. L’uso politico delle vicende giudiziarie altrui non arricchisce la politica, ma solo una propaganda senza costrutto e senza prospettive. Esemplare è l’atteggiamento della consigliera Micaela Vitri che, in stile anglosassone, ha formulato alcune domande. Alla stessa Vitri, viene spontaneo rivolgere, nello stesso stile di Oxford, alcune domande. Where were you Micaela quando Petrucci denunciava la mancata pubblicazione legale dei decreti presidenziali di organizzazione che Paolini, con la complicità del Segretario Generale dottor Michele Cancellieri, emanava ma nascondeva ai cittadini. Where were you Micaela quando il Presidente PD Paolini faceva le nomine e le designazioni in totale violazione del relativo Regolamento Provinciale, fiducioso che nessuno se ne sarebbe accorto vista la mancata pubblicazione di atti pubblici. Where were you Micaela quando il Segretario Generale della Provincia, dottor Michele Cancellieri, non solo non denunciava la prassi delle “porte girevoli” ma partecipava attivamente nonostante le proteste di Emanuele Petrucci. Where were you Micaela quando il coordinatore regionale segnalava l’assoluta irregolarità della concessione della Sala Mosaici della Provincia all’Onorevole Matteo Ricci che, poco dopo, in tutta fretta, vi rinunciava. Where were you Micaela quando la stampa denunciava lo scandalo di “parentopoli” della Provincia e il Direttore Generale, dottor Michele Cancellieri, rispondeva beffardamente che in Provincia vincevano i concorsi i figli e i parenti dei dirigenti perché sono più bravi e non perché raccomandati. Where were you Micaela quando Emanuele Petrucci chiedeva alla Consigliera PD, incaricata della gestione delle risorse umane della Provincia di Pesaro e Urbino, di mettere mano ad una situazione degenerata e questa, con signorile eleganza, nemmeno rispondeva.
A questo punto, in italiano, le chiediamo in vista delle elezioni provinciali del prossimo 29 novembre se il PD – da lei autorevolmente rappresentato – proporrà un programma che preveda l’impegno di collaborare con il presidente Alessandri per porre fine una gestione dell’ente di via Gramsci fuori controllo accertando, per prima cosa, le responsabilità di un passato che – diciamo così – non si è distinto per trasparenza e legalità. Sommessamente rammentiamo lo spirito compassato e di fair play, tipico dei nobili inglesi, che lo stesso presidente Acquaroli e tutta la coalizione del centrodestra, tra cui anche Base Popolare, hanno tenuto quando fu lo stesso candidato presidente Ricci ad essere interrogato dalla Magistratura per il comportamento di un suo collaboratore. Base Popolare non cambierà neanche stavolta postura perchè la trasparenza e la legalità non assecondano le simpatie e non funzionano ad intermittenza.
Dal segretario Regionale di Base Popolare, Emanuele Petrucci e
I segretari provinciali di Base Popolare di Ascoli, Fermo, Ancona e Pesaro/Urbino
I segretari provinciali di Base Popolare di Ascoli, Fermo, Ancona e Pesaro/Urbino



