Banca Marche, Carloni: “Ceriscioli sveglia. Create un fondo di solidarietà per le fasce più deboli”

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MARCHE – “Proponiamo al Presidente Ceriscioli di istituire nel prossimo bilancio regionale 2016, di imminente discussione, un Fondo di solidarietà a favore dei cittadini marchigiani che hanno visto azzerare i loro risparmi in conseguenza delle decisioni assunte su Banca Marche. E’ una proposta tesa a non lasciare soli i cittadini, i pensionati e le famiglie marchigiane più deboli, disperati perché hanno visto sfumare i risparmi anche di un’intera vita. Ceriscioli devi svegliarti: considerati anche gli obbligazionisti, ci sono oltre 60.000 marchigiani colpiti dal provvedimento. La Regione sostenga almeno i più deboli”, così dichiara Mirco Carloni, Capogruppo di Area Popolare regionale, sulla vicenda Banca Marche.

“Non è accettabile – sostiene Carloni – che i piccoli azionisti che hanno creduto nella banca investendo lì magari una parte della liquidazione o delle pensioni, ora vengano chiamati a pagare gli errori di Amministratori, dirigenti e revisori della banca . Per questa ragione ho presentato una mozione in cui invito il Presidente Ceriscioli a prevedere all’interno del bilancio di previsione 2016 lo stanziamento di risorse finalizzare alla costituzione di un fondo di solidarietà per il sostegno economico delle fasce deboli di popolazione che hanno visto azzerare il valore dei propri risparmi (azioni e obbligazioni subordinate) in conseguenza delle decisioni assunte su Banca Marche domenica 22 novembre 2015. Il nostro progetto prevede che sia poi la Giunta regionale ha definire i criteri e le modalità di applicazione di tale Fondo, che comunque dovrà essere utilizzato attraverso contributi di solidarietà a favore dei cittadini marchigiani rientranti all’interno del limite inferiore previsto dalla normativa ISEE. Ceriscioli batta un colpo e non si trincei solo dietro le logiche finanziarie e di mercato. Accolga la nostra proposta di solidarietà che presentiamo oggi anche con una precisa mozione da discutere nell’Assemblea Legislativa regionale”.

“Banca Marche – continua Carloni – è stato per tanti anni il principale Istituto di credito delle Regione ed ha svolto una funzione strategica per il sostegno finanziario allo sviluppo del sistema economico regionale, soprattutto per le piccole imprese artigianali, commerciali, turistiche, industriali, di servizi. Proprio in virtù del suo radicamento territoriale il suo capitale azionario è formato da oltre 40.000 piccoli azionisti che, a seguito i tali provvedimenti , hanno visto azzerarsi il valore delle loro azioni per un valore di circa 500 milioni di euro. A questo si aggiungo i 400 milioni di euro persi dai possessori di obbligazioni subordinate con una perdita secca per il territorio marchigiano di oltre 1 miliardo di euro di risorse finanziarie, sommando i valori che vengono azzerati delle azioni e delle obbligazioni subordinate e delle Fondazioni”.

“La situazione sociale – conclude Carloni – è preoccupate e va tenuta sotto attenta osservazione e ritengo doveroso sostenere, qualora ci fossero azioni di questo tipo, una class action specifica a tutela di quei risparmiatori che si sono visti portare via tutto”

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