Autotrasporto Marche, 2.800 imprese a rischio: CNA Fita chiede un Patto sociale sui carburanti

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ANCONA – Nelle Marche oltre 2.800 imprese di autotrasporto – una delle reti logistiche più capillari del Centro Italia – stanno affrontando una situazione sempre più insostenibile. L’aumento del costo del gasolio, unito alla crisi energetica e alla riduzione della liquidità disponibile, rischia di mettere in ginocchio un comparto che garantisce ogni giorno la mobilità delle merci e la continuità delle filiere produttive regionali. È l’allarme lanciato da CNA Fita Marche, che rilancia con forza le richieste avanzate dalla CNA nazionale e chiede al Governo un intervento immediato e strutturale.

«Nelle prossime settimane – spiega Riccardo Battisti, responsabile regionale CNA Fita Marche – molti mezzi pesanti potrebbero restare fermi nei piazzali. Non per una protesta organizzata, ma perché le imprese non avranno più la liquidità necessaria per acquistare il carburante. Il Governo ha messo in campo crediti d’imposta e tagli alle accise, misure importanti ma ormai insufficienti. Servono interventi immediati per evitare che l’emergenza diventi irreversibile». Battisti sottolinea come l’autotrasporto marchigiano, composto in larga parte da micro e piccole imprese familiari, sia particolarmente esposto alle oscillazioni del prezzo del gasolio: «Ogni aumento si scarica direttamente sui bilanci delle aziende. Senza un sostegno concreto, molte realtà rischiano di non superare l’autunno».

Le sei richieste della CNA per un Patto sociale sui carburanti

CNA Fita propone un pacchetto di misure urgenti e strutturali: applicazione vincolante del fuel surcharge, con un sistema pubblico e trasparente di calcolo e sanzioni per chi pretende ristorni indebiti; risorse straordinarie e immediate per la liquidità di tutte le imprese, senza distinzioni legate alla massa dei veicoli; semplificazione e accelerazione dei crediti d’imposta; aggiornamento dei valori indicativi di riferimento, includendo l’incidenza del carburante e i costi dei noli marittimi; un piano nazionale di sicurezza nelle aree di sosta e nei parcheggi autostradali contro i furti di gasolio; un’iniziativa del Governo in sede europea per ottenere deroghe temporanee sui livelli minimi di tassazione, sterilizzare l’Iva sulle accise e ridurre la soglia minima del gasolio commerciale.

«Il nostro sistema produttivo – dichiara Luca Settimi, presidente CNA Marche – vive di una logistica fatta di imprese piccole, radicate nel territorio e spesso a conduzione familiare. Se queste aziende si fermano, si ferma la manifattura, l’agroalimentare, l’artigianato, il commercio. Non possiamo permetterlo».

Settimi ribadisce la necessità di un intervento coordinato: «Chiediamo al Governo di aprire subito un confronto con le associazioni di categoria per definire un Patto sociale sui carburanti. Non è una battaglia corporativa: è una misura indispensabile per garantire la continuità dei servizi essenziali e la tenuta dell’economia regionale».

CNA Fita Marche conclude ricordando che «la proclamazione di un fermo resta sempre l’extrema ratio». Ma il rischio, oggi, è che il fermo avvenga spontaneamente, per mancanza di risorse. «Serve un intervento rapido e deciso – afferma Battisti – per evitare che centinaia di imprese marchigiane vengano travolte da una crisi che non hanno causato e che da sole non possono sostenere».

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