Al Santa Croce prelievo multiplo di organi durante l’emergenza covid-19

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FANO – Primo prelievo multi-organo a Marche Nord dall’inizio dell’anno e proprio durante l’emergenza Covid. I familiari di un paziente di 68 anni ricoverato e deceduto in Rianimazione lunedì hanno acconsentito alla donazione degli organi. Lunedì nel pomeriggio, sono iniziate le procedure di accertamento. L’attività di prelievo è iniziata nella mattinata di ieri e si è svolta nel blocco operatorio del presidio Santa Croce di Fano degli Ospedali Riuniti Marche Nord dove era pronta un’equipe di professionisti interamente dedicata.
“Le procedure per il prelievo degli organi sono molto delicate – spiega il direttore sanitario di Marche Nord Edoardo Berselli – e durante l’emergenza Covid l’attenzione deve essere massima, non solo per l’utilizzo dell’equipe specializzata, ma anche per l’organizzazione dei percorsi sicuri e il periodo di attesa per i risultati dei due tamponi”.
Le procedure medico legali inerenti l’accertamento della morte cerebrale, quelle organizzative relative al prelievo e trasporto degli organi e le verifiche cliniche dell’idoneità degli organi al trapianto, l’attesa dei due tamponi negativi, sono state condotte dal collegio medico composto dai professionisti della Rianimazione, della Neurologia, dell’Anatomia Patologica e della Direzione Medica di Presidio in collaborazione con il personale  medico, infermieristico della Rianimazione e del Blocco Operatorio. Il Collegio Medico e le equipe esterne intervenute per il prelievo di organi hanno effettuato le procedure per il prelievo e le donazioni degli organi.

“Un riconoscimento particolare per l’estrema sensibilità e generosità dimostrata in un momento così doloroso dai familiari del signore deceduto – commentano i medici coinvolti nelle procedure di accertamento di morte cerebrale – e l’impegno di tutti i professionisti della salute, hanno reso possibile, ancora una volta, riaccendere la speranza per altre vite”. Le donazioni di organi sono un indice di qualità delle strutture sanitarie e i risultati ottenuti ne qualificano l’attività. Tutto questo è il frutto di un’organizzazione specifica, del lavoro dei Coordinatori Locali, delle Direzioni Mediche di Presidio e di tutti i professionisti che a vario titolo contribuiscono alle operazioni di donazione”.

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