Operazione ‘Pitbull’, Cc Fano sgominano gang cocaina – VIDEO

Operazione ‘Pitbull’, Cc Fano sgominano gang cocaina – VIDEO

FANO – Sgominata dai carabinieri con l’operazione ‘Pitbull’ una banda che riforniva spacciatori al minuto di cocaina a Fossombrone (Pesaro Urbino) e lungo la valle del Metauro. Dopo mesi di indagini del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Fano in collaborazione con i militari della stazione di Fano, Fossombrone e Colli al Metauro, è finito in carcere su disposizione del gip Vito Savino un 24enne di Rosciano di Fano, ritenuto grossista della cocaina e capo del sodalizio, conosciuto negli ambienti dello spaccio col soprannome di ‘Pitbull da cui il nome dell’operazione. Sono stati invece applicati gli arresti domiciliari a un 30enne di Cartoceto e a un 28enne cameriere di Viserba di Rimini con piccoli precedenti. Sono stati inoltre denunciati a piede libero inoltre altri due componenti della presunta gang: questi ultimi devono rispondere anche di estorsione nei confronti di un piccolo spacciatore di Fossombrone indebitato per diverse migliaia di euro con l’organizzazione. Denunciati anche due fratelli accusati di lavorare come pusher a Fano. L’indagine è partita proprio quando lo spacciatore di Fossombrone, indietro con i pagamenti per la cocaina a ‘Pitbull’, si era rivolto ai carabinieri raccontando di essere stato inizialmente costretto a trasferirsi nel Nord Italia per sfuggire alle pressanti richieste del fornitore, suo amico d’infanzia per aver militato insieme in un gruppo di skinhead. Rientrato a Fossombrone, con la scusa di un incontro chiarificatore, era stato attirato in un agguato nel quale i ‘gregari’ del capobanda lo avevano aggredito e minacciato di morte con una pistola. In seguito, incaricati dal procuratore della Repubblica di Urbino Irene Lilliu, i militari avevano identificato il grossista come fornitore principale di numerosi pusher a Fano: nel novembre scorso i due fratelli denunciati erano ‘osservati’ trasportare un etto di cocaina pura mentre i ‘gregari’ erano stati identificati come autori delle minacce al pusher. Nelle perquisizioni sono stati recuperati un revolver, numerose armi bianche, tra cui un tirapugni, 1.500 euro in contanti, un orologio Rolex, telefonini e sim card intestate a persone asiatiche inesistenti.(ANSA)

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