“Woyzeck” chiude la rassegna di Werner Herzog al Masetti Cinema

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FANO – Si conclude la prossima settimana al Cinema Masetti di Fano una delle più interessanti rassegne d’autore proposte per l’inverno: la monografica su Werner Herzog, con la quale si è voluto omaggiare il Leone d’Oro alla carriera consegnato alla Mostra di Venezia 2025.

Girato appena cinque giorni dopo il termine delle riprese di Nosferatu, utilizzando la stessa troupe e lo stesso Klaus Kinski a incarnare la tragica figura del soldato protagonista, Woyzeck rappresenta un’opera di grande impatto emotivo, intensa e profondamente drammatica, nella quale si ritrovano la disperazione dell’antieroe, la solennità della tragedia greca, l’indicibile che si fa reale.

Ambientato in una guarnigione situata nella Germania del diciannovesimo secolo, vi si narra la storia del fuciliere Franz Woyzeck, che arrotonda la sua paga prestandosi agli esperimenti di un medico esaltato, così da poter mantenere la ragazza a cui è legato e il figlio avuto da lei.

Dall’ultimo, straordinario frammento drammatico di Georg Büchner (1813-37), pubblicato postumo nel 1879, Herzog ha creato un’opera tersa ed essenziale, tutta al servizio del capolavoro di un autore che, giovanissimo, ha genialmente precorso il naturalismo e l’espressionismo. Il suo film è girato con lunghi piani sequenza ed è la recitazione degli attori a costruire lo spazio: Woyzeck si concentra infatti totalmente sui loro volti (sensazionale l’interpretazione di Kinski) e sui dialoghi, rifiutando a priori di mettere in immagini ciò che deve restare nell’arcano mondo della parola. In questo modo il film dimostra una profonda simbiosi tra il geniale drammaturgo ottocentesco e il visionario filmmaker tedesco: assolutamente herzoghiano è infatti Franz Woyzeck, il protagonista del dramma, un classico sciamano capace di “sentire” un mondo altro che resta precluso alle persone così dette normali, ma che proprio per questo scivola oppresso verso una sia pur “grandiosa” disfatta esistenziale; profondamente radicata nella poetica del regista è poi la presenza di una misteriosa figura femminile, capace di monopolizzare e determinare il senso ultimo del film in una logica quasi salvifica, come già era avvenuto in Nosferatu; e la filosofia di Herzog riguardo alla difficoltà sociale ad accettare il diverso si ritrova anche nei personaggi del capitano e del dottore, con il loro spregiudicato uso della scienza non come mezzo atto al perseguimento di un sapere ulteriore, ma come strumento per violentare tutto ciò che viene sentito come “anomalo” al fine di ricondurlo ad uno statuto di normalità socialmente accettabile.

Woyzeck, ultima imperdibile occasione di rivisitare i capolavori herzoghiani, sarà proiettato al Cinema Masetti, in versione originale sottotitolata, solamente martedì 17 febbraio, alle ore 19.

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