MARCHE – “Garantire il trasporto gratuito ai militari dell’Esercito che utilizzano i treni regionali. E’ questo l’obiettivo dell’interrogazione – dichiara la Consigliera regionale Micaela Vitri – che ho ripresentato ieri, visto che nella passata legislatura la Giunta Acquaroli lasciò la decisione in sospeso.
La presenza dei militari sui treni rappresenterebbe un elemento importante di deterrenza contro episodi di microcriminalità, perché anche se non possono intervenire aumenterebbero la percezione della sicurezza.
Nelle stazioni svolge già un lavoro importante la Polfer – continua Vitri – ma molte Regioni offrono la gratuità anche ai militari, che viaggiano in divisa, oltre a Polizia e Carabinieri.
Attualmente hanno abbonamento totalmente gratuito in Abruzzo, Trentino Alto Adige, Lazio, Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Veneto. Ci sono poi agevolazioni in Calabria dell’80% e in Puglia del 50 e 60%.
La risposta ieri in Aula dell’Assessore Baldelli purtroppo è stata molto approssimativa e in contraddizione con il lavoro già avviato lo scorso anno dal suo predecessore Goffredo Brandoni.
Ho spiegato all’Assessore Baldelli – precisa Vitri – che la richiesta presentata alla Giunta precedente, a seguito dell’incontro del 5 marzo 2025 tra l’ex Assessore ai Trasporti e il LRM (Sindacato Libera Rappresentanza dei Militari), prevedeva una spesa che nel bilancio regionale incide veramente come un briciola: secondo il calcolo su circa 100 persone ammonta a 400.000 euro nel caso di libera circolazione, a 120.000 euro nel caso di spostamenti casa-lavoro. Il numero dei militari è stato individuato dal sindacato attraverso il conteggio dei pendolari.
Mi sono impegnata e continuerò – conclude Vitri – perché non basta riempirsi la bocca della parola “sicurezza” e andare a visitare le caserme, ma servono segnali concreti e un quadro strategico complessivo. A tal proposito ricordo alla Regione nuovamente le sue responsabilità in materia di sicurezza e chiedo la piena attuazione della Legge regionale n.27/2017, che promuove la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, così come della Legge regionale 1/2014 che regola il sistema di Polizia locale. Negli ultimi 5 anni la Giunta Acquaroli non ha nemmeno convocato la Consulta regionale e neanche il Comitato Tecnico per la Polizia locale, organi previsti rispettivamente dalle leggi regionali già citate.”













