ANCONA – “E’ già passato più di un mese dall’approvazione di un importante atto in Parlamento e occorre che la Regione Marche adotti in fretta una normativa regionale, o un provvedimento attuativo, per definire le proprie “aree idonee” e “aree non idonee” all’installazione di impianti da fonti rinnovabili. La sollecitazione arriva da un’interpellanza alla Giunta regionale presentata dalla consigliera regionale Dem Micaela Vitri. Sulla base delle novità contenute infatti nel decreto legge n.175 approvato dal Parlamento lo scorso 21 novembre, si tratta di un adempimento previsto dal decreto stesso, che impone alle Regioni un tempo massimo di 120 giorni per conformarsi alle nuove disposizioni nazionali. Nell’atto depositato in Consiglio, Vitri chiede alla Giunta regionale anche di rendere nota la posizione definitiva che porterà nella Conferenza Stato-Regioni rispetto alle fonti di energia rinnovabili , in particolare per quanto concerne l’agri-voltaico e il fotovoltaico, ma anche se intenda promuovere uno strumento normativo che contempli le istanze di “piccola scala”, cioè piccoli impianti domestici o Comunità Energetiche rinnovabili, favorendo su queste tipologie un trattamento autorizzativo differenziato rispetto ai grandi impianti industriali, in modo da bilanciare decarbonizzazione, sviluppo energetico e tutela del territorio. “Ancora una volta – afferma Vitri – le Marche rischiano di scontare ritardi in materia di tutela dell’ambiente, del paesaggio e della salute pubblica, a causa dell’immobilismo della Giunta Acquaroli. Invece c’è bisogno di agire con rapidità, per esempio come ha fatto la Regione Umbria. Un’urgenza che deriva dalla necessità di difendere il futuro delle Marche, una regione che, come abbiamo visto negli ultimi anni, è diventata preda di speculazioni e mercificazioni messe in atto da società private che, approfittando della giungla normativa, non esitano a devastare il nostro paesaggio mettendo poi a rischio investimenti su nuove vie di sviluppo sostenibili come il turismo e l’agroalimentare. Basti pensare al grande progetto eolico denominato “Energia Monte Petralta” di 30 MW a Piandimeleto e nelle aree limitrofe di Sestino, Borgo Pace e Carpegna. Ricordo che in Consiglio regionale siamo intervenuti con mozioni apposite, di cui anche io ero promotrice, per esprimere contrarietà alle ipotesi di impianti agri-fotovoltaici nei Comuni di Sant’ Angelo Vado e Montecalvo in Foglia. Non è possibile però intervenire ogni volta caso per caso, perché al tempo stesso le energie rinnovabili vanno incentivate nei modi e negli spazi idonei, a partire dalle zone industriali e da incentivi per la copertura dei tetti. Il nostro auspicio – conclude Vitri – è che si arrivi quanto prima a uno strumento normativo che sulla base di criteri chiari, trasparenti e condivisi con i Comuni e le comunità locali sappia coniugare il convinto sostegno alla transizione energetica, un processo da cui è impensabile tornare indietro, con la salvaguardia dei territori. Infine un altro obiettivo fondamentale che dovrà essere perseguito dalla Regione Marche – conclude Vitri- è quello di garantire che i vantaggi economici derivanti dalla produzione energetica, sia da fonti energetiche rinnovabili che da gas, ricadano realmente sulle comunità locali, attraverso misure di compensazione, riduzione bollette, incentivi all’autoconsumo e sostegno alle comunità energetiche”.











