Vitri: “La salute mentale non può attendere! Le Marche ultime in Italia, è ora di cambiare”

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Una giornata intensa alla Festa Democratica di Vallefoglia – dichiara la consigliera regionale Micaela Vitri – in cui è emersa una verità semplice ma troppo ignorata: la salute mentale è salute, senza etichette o ghettizzazioni. Parlare di ansia, depressione, disturbi alimentari o patologie psichiatriche non deve essere un tabù. Grazie agli interventi del consigliere comunale Riccardo Bernardi e della psichiatra Ketty Pesaresi, segretaria FP CGIL Medici Marche, coordinati dal giornalista Luca Senesi, si è fatto il punto su una situazione drammatica. Grave che tra  ospedali di Pesaro, Fano e centro di Gaiantara si siano persi 13 medici tra psichiatri e psicologi in 2 anni. Non perché siano scomparsi,  ma hanno scelto di lavorare altro. Al centro disturbi del comportamento alimentare di Gaiantara, che era un’eccellenza, negli ultimi 5 anni è saltata la presa in carico dei minori, costretti ad andare al Salesi di Ancona. Grave che la  cittadella della salute mentale di Muraglia, venga svuotata, a causa della demolizione del complesso e i pazienti trasferiti altrove come pacchi senza attenzione per i percorsi costruiti nel tempo. Una realtà fuori controllo. A Pesaro e Urbino: le famiglie e gli operatori denunciano attese lunghissime, anche per casi urgenti. I Centri di Salute Mentale hanno orari ridotti e non garantiscono continuità assistenziale.

I numeri parlano chiaro: 

l’Italia investe solo il 3% della spesa sanitaria nella salute mentale, già sotto la media europea. Le Marche fanno peggio: 2,1%, ovvero 75 milioni su 150 previsti. La spesa annua pro capite è di 42 euro (38 nell’Area Vasta 1), contro gli 81 previsti per legge. Secondo gli standard nazionali (POSM), servirebbero almeno 1.050 operatori. Oggi ne sono presenti solo 700: mancano oltre 350 figure professionali tra psichiatri, psicologi, educatori, infermieri e OSS. Non a caso il Sole 24 Ore, citando la Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica, pone le Marche all’ultimo posto tra le regioni per assistenza psichiatrica: -0,48 il punteggio, peggiore di Calabria e Campania. Tra i 14 indicatori: accessi al pronto soccorso, durata dei ricoveri, dotazione di personale e TSO. Sono stati 5 anni di inerzia nonostante io abbia presentato 33 interrogazioni, 9 come prima firmataria. Nessuna risposta concreta dalla Giunta Acquaroli. Solo parole. Sono stati i peggiori anni per la salute mentale nella nostra regione purtroppo. Le priorità per il futuro dovranno essere:  potenziare il personale; attivare servizi H24 anche nei comuni interni; garantire continuità terapeutica; investire in prevenzione; coinvolgere le associazioni familiari; monitorare le performance dei servizi; sostenere progetti di autonomia; combattere lo stigma; ottimizzare le strutture esistenti. Come farlo? Innanzi tutto – conclude Vitri – eliminando carrozzoni e poltronifici come ATIM che ci hanno fatto sprecare più di 12 milioni di euro in 2 anni. Magari anche spingendo il Governo Meloni a tagliare la spesa militare invece di aumentarla

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