Vitri: “Invece dal 2020 al 2024 ben 1.411 donne della provincia di Pesaro e Urbino hanno partorito a Rimini”

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“Chiederò chiarimenti formali all’AST di Pesaro Urbino e al Presidente della Regione Marche affinché si verifichi il rispetto delle norme contrattuali e deontologiche, oltre a valutare l’adozione di eventuali provvedimenti. ” Così la Consigliera regionale Micaela Vitri interviene con fermezza sulla vicenda che coinvolge il Direttore dell’Unità di Ostetricia e Ginecologia degli ospedali di Pesaro e Fano, finito al centro delle polemiche per aver realizzato uno spot promozionale relativo alla propria collaborazione con uno studio privato.
“Aggiungo – continua Vitri – che questo medico non è un dirigente qualsiasi, bensì un direttore di dipartimento appena riconfermato nonostante sia in extramoenia: anche su questo chiederò chiarimenti al Direttore dell’AST di Pesaro e Urbino perchè il regolamento prevederebbe un professionista in intramoenia.

E’ gravissimo che invece di valorizzare le eccellenze dei nostri reparti, dove lavorano medici e infermieri straordinari , pensi a promuovere il privato. A Rimini – spiega Vitri – dal 2020 al 2024 hanno partorito 1.411 donne della provincia di Pesaro e Urbino. Dato che sta lentamente rientrando ma che non va sottovalutato. Per questo chiedo al direttore dell’Unità di Ostetricia e Ginecologia degli ospedali di Fano e Pesaro di impegnarsi a pubblicizzare le eccellenze che abbiamo come la vasca del parto in acqua, a Pesaro presente da più di 10 anni e ora anche a Fano. Chi ricopre un ruolo apicale nella sanità marchigiana ha il dovere di tutelare e valorizzare esclusivamente l’ospedale pubblico, finanziato dai cittadini e quindi tenuto a garantire cure accessibili a tutti.”

La Consigliera sottolinea come la sanità pubblica marchigiana stia attraversando una fase delicata, con carenze di personale, liste d’attesa in aumento e crescenti difficoltà per le famiglie. Nelle Marche molti cittadini (il 10,6% della popolazione) hanno rinunciato a una o più prestazioni sanitarie a causa di liste d’attesa o difficoltà di accesso e di costi elevati del privato, un dato superiore alla media nazionale del 9,9%. Situazione che peggiora tra la popolazione fragile dove la rinuncia alle cure supera il 20%. “In questo contesto – prosegue Vitri – è inaccettabile che un primario utilizzi la propria notorietà e il proprio ruolo pubblico per pubblicizzare una collaborazione privata. La mia personale percezione – aggiunge VItri – è che una parte della sanità venga gestita anche attraverso una rete di amicizie e affiliazioni inopportune”.

Nel mirino della Consigliera anche la partecipazione del Direttore Generale dell’AST di Pesaro e Urbino alla cena organizzata alla presenza dell’onorevole Carloni, alla quale erano invitati numerosi medici degli ospedali del territorio. “Ritengo inopportuna – afferma Vitri – in particolare la presenza del Direttore Generale a un evento conviviale con evidenti connotazioni politiche, insieme a medici del servizio pubblico. Lo sottolineo perché ho avuto l’occasione di capitare all’iniziativa organizzata a Fano dall’ANCRI (associazione nazionale insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana) alla quale non ero stata invitata ma, in buona fede, leggendo dell’iniziativa sulla stampa ho pensato al carattere pubblico vista la presenza del Direttore: in realtà sembrava una parata di medici alla “corte di Carloni”. Ritengo invece che la sanità debba essere gestita senza dinamiche che rischiano di generare pressioni indebite. I cittadini marchigiani – conclude Vitri – meritano una sanità pubblica trasparente, imparziale e totalmente dedicata all’interesse collettivo. Difenderemo con determinazione questi principi, senza accettare commistioni tra pubblico e privato che minano la fiducia nelle istituzioni”.

Da Micaela Vitri,
Consigliera regionale

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