Tinti (PD Fano): “Welfare e Terzo Settore: bene il regolamento, ma serve una visione”

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L’approvazione del Regolamento sull’amministrazione condivisa con il Terzo Settore è senza dubbio un passo avanti. È uno strumento coerente con le normative nazionali e regionali e utile a rendere più chiari e strutturati i percorsi di co-programmazione e co-progettazione. Detto questo, è un errore raccontarlo come l’inizio di una stagione del tutto nuova. A Fano siamo giustamente affascinati da Vitruvio e dalla riscoperta della romanità, ma in politica la damnatio memoriae non è mai stata una buona pratica.

Il cammino verso l’amministrazione condivisa nel welfare territoriale non nasce oggi ma negli anni scorsi, con una scelta politica chiara dell’Ambito Sociale 6 insieme al Terzo Settore. Lo dimostrano i percorsi documentati sul sito dell’Ambito coi tavoli di confronto e il lavoro svolto sulla valutazione dell’impatto sociale degli interventi coprogettati. Lo confermano, paradossalmente, anche le dichiarazioni del sindaco Serfilippi e dell’assessora Tarsi, che citano 5 coprogettazioni: Passamano, Comunità solidale, Compitinsieme, 6 Vicino (servizi di prossimità per anziani soli) e 6 Plurale (Centro per le Famiglie).

Sono tutte nate negli anni scorsi grazie alle scelte politiche del Comitato dei Sindaci dell’A.T.S. 6 di cui ero presidente. E sono ancora attive perché hanno funzionato, producendo innovazione sociale e risposte concrete ai bisogni delle persone. Ciò conferma che nell’ATS 6 la coprogettazione è stata uno strumento largamente utilizzato e virtuoso anche prima del regolamento. Basta prendere i dati: le risorse destinate alle coprogettazioni erano circa 25 mila euro nel 2019 e oltre 700 mila euro nel 2023! Non per inerzia, ma per scelta politica, sostenuta dall’importante lavoro professionale del personale dell’Ambito.

Nel settembre 2023, su richiesta del Terzo Settore locale, il Comitato dei Sindaci dell’ATS 6 approvò un atto di indirizzo, poi votato dai 9 Consigli comunali, per dare vita a un Patto territoriale sull’amministrazione condivisa che affiancasse la costituzione dell’ASP (Azienda pubblica di servizi alla persona) come nuovo modello per la gestione dell’ATS 6. Un atto nato da un confronto documentato e partecipato con un tavolo trasversale che coinvolgeva cooperazione sociale, associazionismo, volontariato e realtà di prossimità. In quell’atto, ispirato all’esperienza di Bologna, indicata dallo stesso Terzo Settore, la scelta era netta: prima la visione e la cornice condivisa, poi gli strumenti e le regole. 

Si puntava esplicitamente sul “welfare di comunità condiviso, sostenibile e generativo” e si prevedeva un Comitato tecnico-scientifico come garanzia di metodo, qualità e trasparenza del percorso. La differenza è che prima si diceva “costruiamo insieme un nuovo modello di welfare”, oggi sembra ci si accontenti di dire “se qualcuno vuole partecipare, ecco come si fa”Come gruppo PD in Consiglio comunale ci siamo astenuti perché il Regolamento è utile, ma senza memoria, senza visione e senza un Patto territoriale col Terzo Settore l’amministrazione condivisa rischia di restare una buona procedura e non diventare mai un vero progetto condiviso di welfare innovativo all’altezza delle sfide sociali che abbiamo davanti.

Da Dimitri Tinti – Consigliere comunale PD Fano

 

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