Tariffe idriche retroattive, il Giudice di Pace dà ragione a un’utente contro Marche Multiservizi

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Pia Perricci, avvocato - Foto di Stefano Bargnesi

PESARO, 21 marzo – Il Giudice di Pace di Fano ha accolto il ricorso presentato da un’utente contro Marche Multiservizi S.p.A. (MMS) sull’applicazione retroattiva dell’aumento delle tariffe idriche disposto con la delibera AATO del 25 ottobre 2024. «La decisione rappresenta un precedente rilevante in materia di tutela degli utenti, sancendo l’illegittimità dell’applicazione retroattiva degli aumenti tariffari», commenta l’avvocato Pia Perricci. Nel corso del giudizio il Giudice ha rigettato tutte le eccezioni sollevate da Marche Multiservizi, compresa quella relativa al difetto di giurisdizione. La società sosteneva che la controversia dovesse essere trattata dal giudice amministrativo. Il Giudice di Pace ha invece chiarito che la domanda non riguardava l’impugnazione dell’atto amministrativo, ma la violazione del principio di irretroattività. Nella sentenza si legge: «Non viene censurato l’atto amministrativo in quanto tale ma viene contestata la pretesa della somma indicata nella fattura […] avente quindi efficacia retroattiva, non consentita per gli atti amministrativi».

Nel merito, il Giudice ha stabilito l’illegittimità dell’applicazione retroattiva della tariffa, evidenziando che «le tariffe e i prezzi pubblici […] non possono avere effetto retroattivo […] salvo specifiche deroghe […] che nel caso di specie non ricorrono». È stato inoltre rilevato che la delibera AATO del 25 ottobre 2024 è stata approvata oltre il termine del 30 aprile 2024 fissato dalla normativa statale ARERA, rendendo illegittima l’applicazione degli aumenti con decorrenza dal 1° gennaio 2024. Per questo il Giudice ha disposto la disapplicazione della delibera. La sentenza assume rilievo anche in relazione all’iniziativa di Marche Multiservizi che, nel corso del giudizio, aveva citato l’avvocata Pia Perricci chiedendo un risarcimento danni pari a 150mila euro per presunta diffamazione. Il Giudice di Pace ha implicitamente smentito tali accuse, riconoscendo la fondatezza delle posizioni sostenute e condannando Marche Multiservizi al pagamento delle spese processuali. «La pronuncia conferma il principio secondo cui gli aumenti tariffari nei servizi pubblici non possono essere applicati retroattivamente al di fuori dei casi espressamente previsti dalla legge, rafforzando le garanzie a tutela dei cittadini», conclude Perricci.

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