PESARO – Sui tagli alla cultura e in particolare sul Rossini Opera Festival, interviene il sindaco Andrea Biancani: «In queste ore leggiamo dichiarazioni rassicuranti da parte del Ministero della Cultura secondo cui non ci sarebbero tagli allo spettacolo dal vivo. Vorremmo crederci, ma i numeri ufficiali raccontano una realtà diversa, concreta e già in atto».
Il riferimento è ai dati sui finanziamenti pubblici, che evidenziano una riduzione progressiva – in atto già da diversi anni – delle risorse destinate ai festival di prestigio. «Il Rossini Opera Festival ha subito negli ultimi anni un definanziamento che non può essere ignorato: nel 2024 un primo taglio di 50 mila euro, nel 2025 un ulteriore aumento della riduzione fino a 97.500 euro, e nel 2026 un taglio che supera i 140 mila euro, a cui si aggiunge un’ulteriore decurtazione sempre del 2026 di oltre 129 mila euro legata alle recenti scelte del Governo. Per un totale di oltre 227 mila euro in meno solo nel 2026».
Inoltre, il sindaco precisa: «Una riduzione che, in assenza di interventi correttivi, è destinata a consolidarsi anche negli anni successivi. Non si tratta di numeri astratti, ma di risorse concrete in meno per la programmazione, per la qualità artistica, per il lavoro e per l’indotto economico e turistico che il Festival genera per la città e per il territorio. Parliamo di tagli rilevanti che, anche nel caso di un eventuale dietrofront sugli ultimi 130 mila euro, lascerebbero comunque il Rossini Opera Festival con una riduzione già maturata di circa 290 mila euro dal 2024 ad oggi. Risorse che, di fatto, sono già state perse».
Il sindaco sottolinea, quindi, la distanza tra le rassicurazioni istituzionali e la situazione reale. «Non possiamo accettare una narrazione che parla di assenza di tagli. I tagli ci sono stati, sono documentati negli anni e stanno producendo effetti concreti. E soprattutto sono stati progressivi, rendendo sempre più difficile programmare eventi di livello internazionale». «Le scelte vanno fatte con attenzione e senso di responsabilità – precisa -. In un momento difficile si possono anche prevedere dei tagli, ma devono essere calibrati e basati sulla reale importanza culturale che questi eventi rappresentano per l’intero Paese. Il Rossini Opera Festival è una di queste eccellenze e va tutelato».
Infine: «Non si può chiedere ai Comuni di sostenere eventi di eccellenza e, allo stesso tempo, ridurre il contributo dello Stato. I territori non possono diventare il bancomat del Governo. Non accade solo a Pesaro: i tagli stanno colpendo anche il Festival dei Due Mondi di Spoleto, Umbria Jazz, i festival dedicati a Verdi e Puccini. È una scelta miope, perché ogni euro investito nella cultura e nei festival di alta caratura genera un ritorno economico ben superiore per i territori. Per questo serve chiarezza, il ripristino delle risorse e una scelta netta: sulla cultura bisogna investire, non arretrare», ha concluso.











