MARCHE – A Pasqua la qualità della pasticceria e della produzione dolciaria artigiana diventa esperienza per il consumatore con l’intreccio di sapori autentici, materie prime del territorio e lavorazioni accurate trasformano i dolci della tradizione in un elemento distintivo della festa.
In Italia i consumi dei dolci pasquali intercettano l’offerta di 53 mila pasticcerie e imprese del settore dolciario, un perimetro settoriale che include pasticceria fresca, gelati, biscotti, cacao, cioccolato e confetteria, caratterizzato da una alta vocazione artigianale: sono oltre 37 mila le imprese artigiane, che rappresentano il 69,6% delle imprese totali del settore.
A livello provinciale Ancona e Pesaro e Urbino mostrano un settore dolciario e delle pasticcerie solido e a forte vocazione artigiana. Ad Ancona si contano 319 imprese complessive, di cui il 74,3% artigiane. La provincia si colloca a metà classifica nazionale (49° posto). A Pesaro e Urbino operano 279 imprese, con una quota artigiana ancora più elevata (79,6%).
Nel complesso, entrambe le province confermano la rilevanza del comparto nel tessuto locale, con alti livelli di specializzazione e una forte identità artigianale.
Accanto alla qualità dell’offerta, l’artigianato dolciario si confronta con alcune criticità.
Ad essere confermata, a livello nazionale così come localmente, la difficoltà di reperimento di lavoratori. Nelle Marche il 38,6% delle figure risulta difficile da trovare. In particolare, la difficoltà riguarda il 29,6% per pasticceri, gelatai e conservieri e il 42,9% per panettieri e pastai, valori significativamente inferiori alla media nazionale. Su 830 assunzioni previste, quelle difficili da coprire sono 320.
Infine, mentre preoccupano le ripercussioni della guerra del Golfo sui prezzi dell’energia, pesano, anche sul nostro territorio, le pressioni sui costi di alcune materie prime. A febbraio 2026 si sono registrati rincari significativi per il cacao in polvere (+17,0% su base annua), il caffè (+12,9%) e il cioccolato (+6,8%).
“Nonostante questo”, sottolinea Giulia Mazzarini, responsabile Alimentazione Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino, “l’invito è ad acquistare locale. Non solo perché si ha la certezza di portare in tavola un prodotto di qualità fatto con cura e attenzione nella scelta delle materie prime, ma perché rappresenta un atto di responsabilità verso il territorio. È un modo per contribuire alla vitalità delle attività locali e all’occupazione”.












