PESARO – «Sull’acqua il problema è serio e le decisioni non sono più rinviabili». Lo ha detto nella sala Pierangeli il presidente della Provincia Giuseppe Paolini, al convegno “H2O Valore Acqua” organizzato dalla Cna di Pesaro e Urbino, che ha chiamato a raccolta i sindaci per affrontare le criticità collegate a siccità e scarsità di risorse idriche. «Il territorio provinciale dipende per circa l’80 per cento da fonti di acque superficiali. Da anni discutiamo di sfangamento degli invasi del Furlo, di San Lazzaro e di Tavernelle che presentano sempre le stesse problematiche di scarsa capacità e difficoltà di depurazione. Quello che chiediamo per tutte le associazioni è lo sfangamento, ma anche uno studio serio sulla possibilità di costruire un invaso». Il monito del presidente: «Abbiamo bisogno di acqua, non possiamo sempre ricorrere all’apertura del pozzo del Burano. E’ un’anomalia. Era stato deciso e studiato un invaso nelle zone interne dell’Appennino, poi non si è fatto nulla. La rete dei laghi? Francamente credo sia improponibile.
Meglio un invaso che riesca veramente a soddisfare le esigenze di tutta la provincia. Non serve solo per le città ma anche per l’entroterra e l’agricoltura. Guardiamo all’esempio della diga di Ridracoli nel Forlivese, che dà acqua a tutta la Romagna, intorno a cui sono sorte attività economiche e turistiche fiorenti, apprezzate dalla comunità. O al caso virtuoso della diga di Bilancino (Barberino del Mugello). Credo che dobbiamo rifarci a queste realtà, altrimenti ogni estate dovremo fare i conti sempre con gli stessi problemi». Tra gli altri sono intervenuti l’ex presidente Aset Paolo Reginelli, il vicepresidente dell’assemblea legislativa della Regione Marche Giacomo Rossi, il presidente dell’Aato Massimo Berloni, l’ex sindaco di Santa Sofia Daniele Valbonesi, la sindaca di Barberino del Mugello Sara Di Maio, oltre al segretario provinciale Cna Antonio Bianchini e al presidente provinciale Cna Michele Matteucci.













