Servizi scolastici, Maghernino: “Ereditato un sistema fermo da 5 anni, ora più equità e sostenibilità”

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FANO – «Prima di entrare nel merito delle polemiche sollevate dall’opposizione è necessario ristabilire un dato di realtà: per cinque anni non è stato applicato alcun adeguamento Istat sulle tariffe dei servizi scolastici».
Lo afferma l’assessore ai Servizi Educativi Loredana Maghernino, intervenendo sul dibattito aperto in questi giorni.
«È giusto dire con chiarezza alle famiglie come stanno le cose: l’adeguamento delle tariffe non nasce da una scelta arbitraria dell’attuale amministrazione. Nasce da un sistema rimasto fermo per cinque anni, mentre nello stesso periodo l’inflazione ha raggiunto circa il 18% e sono cresciuti in modo significativo i costi dell’energia, delle materie prime e del personale».
Secondo l’assessore, il problema è stato semplicemente rinviato nel tempo: «Negli anni della pandemia il sistema ha potuto reggere anche grazie ai trasferimenti straordinari legati all’emergenza Covid. Quelle risorse oggi non esistono più e chi governa ha il dovere di affrontare la realtà, garantendo la sostenibilità dei servizi».
Maghernino respinge poi le critiche sulla riforma delle fasce ISEE. «L’opposizione sostiene che il precedente sistema fosse calibrato in modo analitico sulla capacità contributiva delle famiglie. In realtà abbiamo ereditato un modello a 33 fasce che presentava criticità evidenti».
«Era un sistema farraginoso e poco trasparente, ma soprattutto non garantiva una reale equità. Le prime tre fasce, ad esempio, erano tutte esenti e costituivano di fatto un unico scaglione, mentre le ultime sei fasce pagavano la stessa quota pasto. Il risultato era più burocrazia senza una reale progressività».
«Inoltre il sistema penalizzava proprio i redditi più bassi: nei primi scaglioni gli aumenti tra una fascia e l’altra erano più consistenti rispetto a quelli delle fasce più alte. Senza contare che scaglioni molto ravvicinati generavano continui salti tariffari anche per piccole variazioni dell’ISEE, creando incertezza nelle famiglie».
Per queste ragioni l’amministrazione ha scelto di semplificare il sistema: «Abbiamo introdotto un modello con sette fasce, più chiaro e trasparente, in linea con quello utilizzato dalla grande maggioranza dei Comuni italiani, e allo stesso tempo abbiamo rafforzato le tutele per i redditi più bassi, portando la soglia di esenzione a 6.000 euro di ISEE».
L’assessore interviene poi sulla questione degli sconti per i figli. «Non è corretto sostenere che sia stato eliminato lo sconto per il secondo figlio. Le agevolazioni esistono e sono strutturali e vengono applicate a Fano da oltre venticinque anni».
«Gli atti ufficiali dimostrano chiaramente che il Comune di Fano ha sempre applicato una scontistica basata sull’effettivo utilizzo dei servizi comunali: 30% di sconto per il secondo figlio e 50% per il terzo e successivi. Nelle delibere del 2002 e del 2015, a firma dell’allora assessore Mascarin, si prevedeva esattamente questo sistema, specificando che le riduzioni erano riservate ai componenti dello stesso nucleo familiare iscritti ai servizi comunali».
«Le percentuali più elevate citate oggi dall’opposizione – 50% per il secondo figlio e 70% per il terzo – sono state introdotte come misura straordinaria durante l’emergenza Covid, finanziata con trasferimenti eccezionali dello Stato e con l’estensione della platea anche a figli che non utilizzavano i servizi comunali».
«Quel sistema, però, generava una evidente iniquità: accadeva che una famiglia con un solo figlio iscritto alla mensa pagasse direttamente la tariffa ridotta, mentre una famiglia con più figli che utilizzavano realmente il servizio pagasse complessivamente di più. In altre parole, il sistema finiva per premiare chi utilizzava meno servizi comunali».
«Noi riteniamo invece che le agevolazioni debbano essere legate all’utilizzo effettivo dei servizi e non a situazioni teoriche».
Sul tema del prolungamento scolastico, Maghernino chiarisce che la precedente gratuità aveva prodotto alcune distorsioni. «L’assenza di qualsiasi contribuzione aveva portato molte famiglie a iscrivere i figli anche senza una reale necessità, con dati di frequenza effettiva molto più bassi rispetto al numero delle iscrizioni».
«Questo non significa che l’amministrazione non creda nel servizio, anzi. Il prolungamento rappresenta uno strumento importante per le famiglie e proprio per questo abbiamo lavorato per rafforzarlo e migliorarlo, ampliando l’organizzazione e l’offerta del servizio».
«Capisco che su questi temi si possano aprire discussioni – conclude l’assessore – ma respingo la narrazione di chi prova a trasformare una scelta amministrativa responsabile in una polemica propagandistica. Il nostro obiettivo resta uno solo: garantire servizi certi, sostenibili e di qualità per le famiglie fanesi».

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