Senigallia – In bici per Leonardo Calcina, il 15enne morto suicida: da Montignano a Roma contro il bullismo (VIDEO)

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È partita questa mattina, poco dopo le 8:00, dall’area adiacente alla Chiesa di San Giovanni Battista di Montignano a Senigallia l’iniziativa di sensibilizzazione contro il bullismo promossa da Paolo Baldini. Il cittadino senigalliese ha scelto di raggiungere Roma in bicicletta per consegnare una lettera ai vertici dello Stato, scritta dai genitori di Leonardo Calcina, il ragazzo di 15 anni che il 13 ottobre 2024 si è tolto la vita utilizzando la pistola del padre dopo aver raccontato alla famiglia di essere vittima di bullismo all’istituto Panzini di Senigallia. Baldini sarà accompagnato lungo tutto il percorso dalla madre di Leonardo, Viktorya Ramanenka, e dall’avvocata della famiglia, Pia Perricci. L’iniziativa arriva dopo la decisione del Gip del tribunale per i minorenni di Ancona, che ha archiviato l’indagine aperta dopo la morte del giovane. L’inchiesta, avviata con l’ipotesi di istigazione al suicidio, non ha individuato una correlazione diretta tra il gesto di Leonardo e gli episodi emersi in ambito scolastico, come alcune frasi offensive pronunciate in classe e un messaggio vocale ingiurioso circolato tra alcuni compagni. Secondo la magistratura minorile, non sono stati inoltre riscontrati elementi tali da configurare il reato di atti persecutori.

Nonostante l’archiviazione, la famiglia chiede alle istituzioni di avviare una riflessione sull’introduzione di un reato specifico di bullismo, ritenendo che gli strumenti attuali non siano sufficienti a garantire tutele efficaci ai minori. A sostegno di questa richiesta, l’avvocata Perricci ha predisposto una proposta di legge dettagliata sul contrasto al bullismo, che verrà allegata alla lettera destinata alle più alte cariche dello Stato. Il documento — composto da 15 articoli — definisce in modo puntuale gli atti di bullismo come comportamenti reiterati di violenza, minaccia, prevaricazione fisica o psicologica, isolamento, coercizione o abuso di posizione di forza mirati a ledere la dignità o l’integrità della vittima. La proposta prevede anche misure preventive in ambito scolastico, come l’obbligo per le scuole di adottare protocolli interni, individuare un referente dedicato e attivare percorsi formativi rivolti agli studenti e al personale. Sono inoltre previsti percorsi di rieducazione e mediazione per i minori autori delle condotte, nonché la possibilità per la vittima di richiedere protocolli di protezione immediata e misure temporanee per garantirne la sicurezza. Un elemento centrale della proposta è l’introduzione nel codice penale dell’articolo 612-quater, che punisce gli atti di bullismo con la reclusione da sei mesi a tre anni, con aggravanti specifiche nei casi in cui la vittima sia minorenne, il fatto avvenga in ambito scolastico o l’autore diffonda contenuti audio o video idonei a danneggiare ulteriormente la vittima. Sono previste anche nuove figure di reato come il “bullismo di gruppo” e l’“istigazione agli atti di bullismo”, oltre a misure civili e risarcitorie e all’obbligo per gli autori minorenni di partecipare a programmi educativi e di responsabilizzazione.

È questo il messaggio che Baldini porterà direttamente alle istituzioni, chiedendo un impegno concreto per colmare il vuoto normativo e rafforzare la prevenzione della violenza tra pari. Il percorso prevede diverse tappe intermedie: oggi l’arrivo ad Arcevia alle 11:00 e la ripartenza alle 11:30, quindi Nocera Umbra alle 15:00 con ripartenza alle 15:30 e infine Foligno alle 16:15 circa, dove Baldini ripartirà domani mattina alle 9:00. Domani sono previsti gli arrivi a Spoleto alle 11:00, a Terni alle 13:15 e a Orte alle 15:30, da cui ripartirà il 1° dicembre alle 8:00. Una volta raggiunta Roma, Baldini consegnerà la lettera al Presidente della Repubblica presso la Piazza del Quirinale alle 13:00, poi alla Presidente del Consiglio e al Ministro della Giustizia intorno alle 14:30 a Palazzo Chigi, infine al Ministro dell’Istruzione e del Merito alle 16:00 in Viale Trastevere. Durante tutto il tragitto, ai sindaci dei territori attraversati è stato rivolto l’invito a garantire un momento di accoglienza istituzionale in segno di sostegno a un percorso che intende richiamare l’attenzione nazionale sulla protezione dei giovani e sulla prevenzione della violenza tra pari.

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