Questa mattina, in aula consiliare, l’Amministrazione comunale ha commemorato il Giorno del Ricordo, voluto da Parlamento con legge n. 92 del 2004, grazie al Sen. Roberto Menia, padre della legge istitutiva. Alla presenza di S. E. il Prefetto, Maurizio Valiante, è stata consegnata la Medaglia d’Onore, onorificenza del Presidente della Repubblica, al Laura Nigro alla memoria del padre Alfredo, vittima innocente delle Foibe. Tanta partecipazione, attenzione e tanta emozione alla lettura delle motivazioni dell’onorificenza e all’intervento di Laura Nigro.
Con il vicesindaco Riccardo Pizzi, il presidente del Consiglio comunale Massimo Bello, , con il prof. Riccardo Piccioni, con il coordinatore regionale dell’Unione degli Istriani Emanuele Piloni, con il senatore della Repubblica Roberto Menia, la solenne cerimonia ha visto un’aula consiliare gremita di cittadini, che hanno assistito alla giornata dedicata ai Martiri delle Foibe e all’Esodo degli istriani-giuliano-dalmati. “Quest’oggi Senigallia – hanno detto il vicesindaco Riccardo Pizzi e il presidente del Consiglio comunale Massimo Bello – ha vissuto un momento straordinario di storia, di memoria e di ricordo del dramma delle Foibe e dell’Esodo istriano-giuliano-dalmata. La solenne cerimonia, alla presenza delle scuole, delle Forze dell’Ordine e Militari, dei rappresentanti di associazioni cittadine e delle scuole ha testimoniato una ricorrenza, che impegna le istituzioni della Repubblica a custodire la memoria di una delle pagine più dolorose e a lungo rimosse della storia del Novecento italiano: la tragedia delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata.”
Per molti anni, queste vicende sono rimaste confinate ai margini del dibattito pubblico, sommerse da silenzi e reticenze che hanno ritardato il pieno riconoscimento della sofferenza patita da migliaia di cittadini italiani. L’istituzione del Giorno del Ricordo ha rappresentato un passaggio fondamentale per restituire dignità storica e morale alle vittime e alle loro famiglie, affermando con chiarezza che nessuna sofferenza fondata sui fatti può essere cancellata o relativizzata. “Ricordare, oggi, non significa alimentare divisioni – hanno aggiunto Pizzi e Bello – ma affermare la verità storica e respingere ogni forma di negazionismo o riduzionismo, che costituisce un’offesa alla memoria delle vittime e un pericolo per la coscienza civile. La storia va studiata, conosciuta e trasmessa con rigore, perché solo dalla consapevolezza nasce una società più giusta e responsabile.”
Questa giornata, per la nostra comunità, assume un significato ancora più profondo e toccante. Nel ricordare Alfredo, tutte le vittime delle foibe e la sofferenza degli esuli, riaffermiamo oggi un impegno solenne: non dimenticare, perché solo attraverso la memoria si costruisce un futuro più giusto, consapevole e umano.













