Sanità, Ruggeri (M5S): “Il collasso ha una responsabilità politica chiara”

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MARCHE – La capogruppo del Movimento 5 Stelle attacca: “Cinque anni e mezzo di governo e ancora leggono ‘letterine’ degli uffici. Se la sanità marchigiana è allo sfascio, la firma è di questa destra e delle politiche nazionali della Meloni”.

“Profondamente delusa, come consigliera e come cittadina. Oggi in aula non ho ascoltato una risposta politica, ma la lettura di una ‘letterina’ asettica redatta dagli uffici, priva di qualsiasi assunzione di responsabilità e, soprattutto, priva di quella pietas umana che una tragedia come quella di Franco Amoroso avrebbe imposto”.

Così Marta Ruggeri, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, replica con durezza all’assessore alla Sanità, Calcinaro, in merito all’interrogazione sui percorsi per i pazienti fragili, scaturita dal dramma del paziente oncologico costretto sul pavimento del Pronto Soccorso di Senigallia lo scorso 12 gennaio.

Ruggeri non usa giri di parole per individuare i colpevoli del disastro: “Non accettiamo più la scusa dell’eredità passata. La Giunta Acquaroli governa da cinque anni e mezzo in piena continuità: se la sanità è al collasso, la responsabilità politica è interamente sua e del governo Meloni. Siamo di fronte a un disegno preciso di smantellamento del diritto alla salute. La risposta di oggi, burocratica e gelida, conferma che questa destra non ha né soluzioni né il coraggio di ammettere i propri fallimenti”.

Un passaggio centrale della replica di Ruggeri riguarda la dignità della vittima: “Dobbiamo ringraziare l’enorme senso civico di Franco. Con estrema generosità, ha permesso di essere fotografato in un momento di fragilità assoluta affinché il suo dolore diventasse un grido di denuncia. Lo ha fatto per tutti noi, perché nessun altro marchigiano debba mai più subire una simile umiliazione. Di fronte a questo sacrificio, la Giunta non ha avuto nemmeno la decenza di chiedere scusa alla famiglia, limitandosi a dire in pratica che ‘non sempre si riesce’ ad assicurare che vengano garantiti i giusti percorsi per i pazienti fragili. Dire che ‘non sempre si riesce’ mentre un malato terminale viene lasciato a terra è un’ammissione di fallimento che non può essere liquidata così. Franco non è rimasto sul pavimento per un caso isolato, ma perché la carenza di personale e di strumenti — frutto di anni di tagli e cattiva gestione — ha trasformato i nostri ospedali in luoghi di sofferenza aggiuntiva”.

“I protocolli e i canali preferenziali di cui parla la Giunta esistono solo sulla carta se poi mancano medici e barelle. La morte di Franco è una ferita aperta che richiede risposte non più rinviabili. Continuerò a denunciare questo scempio finché la dignità dei malati non tornerà a essere la priorità assoluta di questa Regione, strappandola alle logiche di potere e ai tagli di Acquaroli e Meloni”, conclude Ruggeri.

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